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Il battesimo della ristrutturata Casa Virtus tenuto da più di tremila tifosi bianconeri che si sono presentanti al Futurshow Station curiosi di vedere la loro squadra del cuore contro i campioni d’Europa allenati dall’allenatore, anch’esso del cuore, Ettore Messina. Ripensato così con tanti seggiolini bianchi a scendere da tutti gli spalti, quattro maxischermi, due nuovi tabelloni elettronici e il nero che fa da contrasto al bianco, l’impianto di Casalecchio, sicuramente più accogliente, dà proprio l’idea di un luogo dove ci possa godere lo spettacolo. A creare il clima da partita vera c’è anche la marcia di Radetzky e la carica del generale Custer, due motivi che hanno spesso accompagnato la Virtus nei suoi grandi successi, uno tra tutti il Grande Slam del 2000/01.

Seduto sulla panchina avversaria, e non è la prima volta, c’è il principale artefice di quella striscia, quel Messina che il popolo della Virtus non ha nessuna intenzione di dimenticare. E’ un affetto indelebile nel tempo, così come il tempo non l’ha affatto cambiato. Si tratta di una amichevole, dove in palio non c’è nulla, ma il coach del Cska non rinuncia a fare le pulci ai suoi ragazzi, uno su tutti Lorbek. Come talento lo sloveno ex Fortitudo e Roma è probabilmente il migliore, ma proprio per questo non gli viene risparmiato nulla, così un timeout nel secondo quarto viene utilizzato per una lavata di testa, con tanto di balsamo, indirizzata al buon Erazem. Ovviamente, l’attesa principale è per la Virtus dopo la sonora batosta rimediata da Giovannoni e compagni a Siena. L’inizio tutto in salita, infatti contro quella che molto probabilmente sarà la miglior difesa d’Europa, nel primo periodo la V nera mette a segno solo tre canestri. L’attacco, insomma, continua a essere un problema e l’assenza di Koponen è spesso più che sottovalutata: Boykins deve fare costantemente gli straordinari e quando non tocca a lui Pasquali deve utilizzare Blizzard come playmaker rinunciando quindi al potenziale offensivo dell’italoamericano.

I Russi, invece, macinano gioco come se nulla potesse fermarli, dopo 11’ i due tabelloni indicano il punteggio di 6-22 e lo spettro della gara di venerdì sera a Firenze è dietro l’angolo. Questa volta però oltre alla fisicità di Langford, c’è pure l’orgoglio di tutti gli altri, il gioco latita, ma i padroni di casa non sprofondano grazie alle iniziative personali. Durante la pausa c’è la possibilità di schiarirsi le idee e alla ripresa delle ostilità il divario tra le due squadre continua a ridursi, fino al -2 sul suono della terza sirena (47-49). Il Cska sembra un po’ troppo svagato, un atteggiamento che Messina non può tollerare così ci sono i relativi rimbrotti subito recepiti da Siskausas e compagni che in dieci giri di lancette rimettono ben 15 punti tra loro e i bolognesi. Alla fine applausi per tutti con l’Ageop che ringrazia per i 30.220 euro (incasso della serata), che contribuiranno così per le sue attività.

58-73
VIRTUS LA FORTEZZA: Ford 13, Blizzard 3, Arnold 2, Righetti 5, Boykins 9, Giovannoni 2, Chiacig 2, Langford 14, Moraschini, Malagoli, Lestini, Vukcevic 8. All.Pasquali.
CSKA MOSCA: Zisis 6, Keyru, Smodis 4, Siskauskas 17, Holden 5, Lorbek 20, Savrasenko 2, Vorontsevich, Langdon 8, Khryapa, Planinic 3, Morris 8. All.Messina.
Arbitri: Facchini, Bettini, Vicino.
Note: parziali 6-19; 22-39; 47-49.

Categoria: Basket
 

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