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Quando quattro anni or sono la Virtus rinunciò a Zare Markovski (che aveva appena raggiunto le finali per lo scudetto, per la coppa Italia e pure per l’Eurocup), Sabatini decise di affidarsi ad un fortitudino d.o.c. come Stefano Pillastrini. Le motivazioni di una tale scelta furono spiegate dallo stesso patron bianconero, che in Pillastrini cercava un allenatore specializzato nei giovani, e pure per il passato biancoblù del coach: “In passato ha avuto brutte frequentazioni, dovremo portarlo dalla parte giusta”, scherzò all’epoca Sabatini, che in quell’estate aveva soffiato Pillastrini proprio ad un’offerta della F scudata. A quattro anni di distanza, la storia sembra ripetersi: Sabatini anche stavolta ha deciso di affidare la Virtus ad un fortitudino d.o.c. come Alessandro Finelli. Ed anche le motivazioni di una tale scelta sono assolutamente simili a quelle di 4 anni fa: in Finelli la Virtus trova un allenatore specializzato nei giovani, e pure dall’indiscutibile passato biancoblù. Da ultimo, ma non meno importante, anche stavolta Sabatini ha soffiato Finelli proprio ad un’offerta della F scudata: non è un mistero che Giulio Romagnoli avesse offerto proprio a Finelli il timone della prossima Fortitudo che ripartirà dalla Lega Due. Sarebbe comunque riduttivo pensare che dietro la scelta del coach bolognese ci sia solo la voglia di giocare un brutto scherzo alla F scudata: Finelli è allenatore più che capace, ed uno dei suoi maggiori estimatori è proprio Massimo Faraoni, il general manager bianconero con cui il tecnico ottenne una storica promozione in serie A a Livorno con gli stessi ragazzi (vale a dire Garri, Giacchetti, Cotani e compagnia bella) con cui i due avevano vinto lo scudetto juniores a Montecatini. Un bel viatico, non c’è che dire, per il futuro della nuova Virtus.

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