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84-67
TRENKWALDER: Heinrich 9 (4/8), Fultz 11 (4/10, 1/5), Smith 15 (4/5, 1/3), Infante 16 (6/8), Young 9 (4/4, 0/3); Maestrello 6 (2/5 da 3), Melli 7 (0/4, 2/2), Masoni 3 (1/1 da 3), Carra 8 (1/3, 1/2), Defant (0/1). All. Marcelletti.
REYER VENEZIA: Causin 2 (1/3, 0/2), Farioli 2 (1/1, 0/1), Green 24 (8/15), Meini (0/1, 0/1), Bougaieff 7 (2/4, 1/4); Rombaldoni 15 (3/3, 1/1), Alberti 7 (3/4), Carrizo 6 (1/7, 1/4), Prandin 4 (2/2, 0/1). N.E. Nicolò Scarpa. All. Dalmasson.
Arbitri: Materdomini, Vicino e Perretti.
Note: parziali tempi: 25-20, 46-36, 62-49. Tiri liberi: Trenkwalder 14/18, Reyer 16/22. Rimbalzi: 33-30 per la Trenkwalder. Antisportivo a Causin al 19’57 (44-36). Presente in tribuna l’allenatore della nazionale Charlie Recalcati. Spettatori 2484 per 26048 euro.

NON SARÀ un’avventura. No, non sarà un’avventura: sarà qualcosa di più. E di meglio. Perché la Trenkwalder ammirata ieri sera in via Guasco, al debutto in LegaDue, merita fiducia. Non sarà stata, magari, bellissima. Si sarà presa pure qualche pausa. Avrà mostrato anche qualche ombra tra le tante luci, ma, quel che più conta, ha dimostrato di essere una squadra solida, concreta, dalla panchina lunga e, alla resa dei conti, competitiva. Una squadra, per farla breve, forte. Che può diventare, strada facendo, fortissima. Ai biancorossi manca ancora un po’ di equilibrio e un po’ di continuità: caratteristiche che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane quando i giocatori biancorossi impareranno a conoscersi e la chimica del colletivo si perfezionerà. Certo è che la partenza è davvero incoraggiante: la Trenkwalder non ha mai tremato. Non ha mai avuto un momento di paura. Non si è mai trovata, realmente, in difficoltà. E’ partita forte ed è arrivata fortissimo, senza dare mai una speranza agli avversari. Senza aprire mai una porta ai tentativi di rimonta della Reyer Venezia. I biancorossi sono stati avanti per 40 minuti, tenendo in mano la partita con grande personalità. A tutto questo aggiungete che la compagine di Marcelletti ha chiuso con 3 giocatori in doppia cifra ed altri tre ad un canestro dalla doppia cifra, che gli avversari si sono fermati a 67 punti, che nel tiro da 3 punti i reggiani hanno avuto un buon rendimento (8/21 pari al 38%) e capirete perché si può guardare al futuro con un sanissimo ottimismo. E si può realisticamente pensare: no, non sarà un’avventura…
LA FUGA. Via, via, via: corriamo via. Scappiamo via. La Trenkwalder che esce dai blocchi di partenza, pare avere in testa solo quell’idea lì: correre via, scappare via, volare via. Subito. In fretta. I biancorossi danno l’impressione di voler divorare Venezia, presentatasi in via Guasco priva del totem Otis George e, per questo, decisamente più vulnerabile.
Non a caso i primi tre canestri biancorossi arrivano proprio dai pivot, non a caso nell’area colorata la compagine reggiana costruisce le sue fortune. E scappa via. Bastano 4 minuti per scavare il primo fossato (13-5) e dare un’impronta precisa alla partita.
Reggio fa la lepre, la Reyer si mette i panni del cacciatore. E fa di tutto per non lasciar fuggire via i biancorossi, anche se il fucile dei lagunari spara, spesso e volentieri, a salve. E’ Nate Green (13 punti a metà gara) ad indossare i panni del leader, in casa lagunare, e a ricucire in parte lo strappo che rischiava di spaccare in due la partita. Niente grande fuga, insomma. Niente gara tutta in discesa.
La Trenkwalder, però, sostenuta da un concretissimo Smith (11 punti all’intervallo) e da un ottimo Fultz (in azione nella foto), tiene in mano lo scettro del comando e non si fa mai agguantare dagli avversari. Quando Melli piazza poi due triple consecutive si torna sul più 8 (28-20), vantaggio che, dopo un paio di momenti vissuti in altalena, sale al più 10 (40-30) sull’unico canestro di Young di tutto il primo tempo, con Marcelletti che trova un efficace antidoto alle offensive venete nella difesa a zona 3-2. E da lì, dal più 10, in pratica, non ci si schioda più fino all’intervallo (46-36).
A SENSO UNICO. La Trenkwalder ha la partita tra le mani. E non ha nessuna intenzione di farsela scappare. La fuga biancorossa continua dopo l’intervallo con i reggiani che non scendono mai sotto i 10 punti di margine. Reggio si porta sul più 14 (Smith sbaglia la tripla del più 17) e avrebbe un paio di palloni per uccidere il match ma non riesce a concretizzarli.
Così la Reyer, con il solito, inarrestabile, Green e con una difesa a zona 3-2 prova a rientrare in partita e per la prima volta nella ripresa scende sotto i 10 punti (64-55). La reazione reggiana è violenta. Violentissima. Masoni apre le danze con una tripla, poi un’altra tripla di Smith che subito dopo recupera il pallone e vola via in contropiede: parziale di 7-0 e Trenkwalder è a più 17 a meno di 6 minuti dalla fine. Tutti a casa. Tutti a casa con un sorriso grande così. Perché debutto migliore, per di più davanti alle telecamere della Rai, non poteva proprio esserci. La squadra di Marcelletti conferma le sue qualità e stritola la temuta Reyer tra le sue spire, giocando una partita solida, concreta e a tratti pure spettacolare.
Se poi la volete proprio sapere tutta, la nostra impressione è che davanti a sé la compagine reggiana abbia importanti margini di miglioramento. Meglio di così, insomma, ieri sera non poteva proprio andare. La Trenkwalder ha dimostrato di crederci e, soprattutto, di avere le potenzialità per puntare in alto. La caccia alla serie A è aperta. Buon divertimento.

Categoria: Basket
 

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