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La Trenkwalder deve inchinarsi alla Fortitudo nella prima amichevole della nuova stagione. Atmosfera da grande evento quella che si respira al Cattaneo. Assenti illustri da ambo le parti: solita latitanza di lunghi per Reggio, mentre l’Aquila deve rinunciare a due dal passato Nba come Uros Slokar e Qyntel Woods, oltre agli azzurri Mancinelli e Cittadini.
Marcelletti parte con Masoni, Young e Smith come esterni. Subito in campo anche i lunghi «a tempo determinato» Skornik e Vay.
Sokota risponde con Huertas, Forte, Gordon, Malaventura e Barron. La fisicità dei bolognesi si fa subito sentire, e Barron fa capire ai reggiani che sotto canestro dovranno sudarsi ongi punto.
SOFFERENZA. Tre stoppate di fila subite dai biancorossi che devono subito inseguire (6-0). Canestro di Masoni dalla distanza, grazie al quale la Trenkwalder si sveglia un po’. I reggiani faticano e non poco ad aprire la difesa di Sakota che, per atletismo, fisicità, talento e centimetri supera nettamente le possibilità dei biancorossi. Anche in difesa però non c’è molto da sorridere: i reggiani accusano difficoltà negli accoppiamenti in transizione e faticano a reggere il ritmo di Bologna. Bravo Lamma a servire Malaventura, che ci fa male in più di un occasione col suo tiro in sospensione. L’ingresso di Carra e Defant aiuta a liberare spazio sul perimetro, ma il trend della gara non cambia. La squadra mostra qualche difficoltà a trovare soluzioni in attacco, dove il pressing e l’aggressività dei bolognesi creano non pochi problemi ai biancorossi. Il ritorno in campo di Smith e Young porta un po’ di corsa e atletismo. Minuti anche per Ancelotti, che fa quel che può per contrastare la debordante fisicità dei bolognesi. Al termine del primo quarto il risultato è di 19-11 per la Fortitudo.
OSSIGENO. Partenza non proprio incoraggiante nemmeno nel secondo quarto, con un infrazione di 24 secondi che conferma le difficoltà offensive della squadra di Marcelletti. Una bomba di Young riporta un po’ di ossigeno, ma è una soluzione estemporanea. Nell’azione successiva la squadra di Sakota si costruisce un tiro facendo toccare la palla a tutti i giocatori del quintetto in un battito di ciglia, evidenziando ancora di più le difficoltà offensive dei reggiani.
Smith in tutto il primo tempo si segnala per un paio di palle perse e i numerosi viaggi in panchina. Il tanto conclamato «problema playmaker» sembra essere stato risolto ottimamente: Masoni e Carra sono tra i migliori dello schieramento reggiano. I problemi cominciano dall’ala piccola in su. Il finale di primo tempo è segnato da Marco Carra, che stanco di veder perdere palloni su palloni dai suoi compagni decide che è ora di mettere a segno qualche canestro in prima persona, ricucendo in parte il parziale (44-30 per i bolognesi).
CONTROPIEDE. Nel secondo tempo i reggiani entrano in campo con la faccia cattiva: si stringono le maglie in difesa e Maestrello e Masoni segnano un paio di canestri in contropiede che sono una vera manna. Ma un paio di palle perse di Vay, che non sembra essere il giocatore preferito di Marcelletti, con conseguente canestro della Upim, tra cui una schiacciata di quelle che fanno male di Gordon, riportano le cose com’erano alla fine del primo tempo. Al sesto minuto del secondo tempo arriva il primo punto di Smith a seguito di una palla rubata. L’unico però che riesce a segnare con continuità è Carra, e non sempre al seguito di una azione preparata. La Fortitudo torna a dare gas e a seminare i reggiani in contropiede. Malaventura in particolare regala un sorriso ai tifosi, facendo vedere che qualche giocatore di talento in Italia c’è ancora.
L’ultimo periodo si apre dal 64-44: Carra continua a guidare gli assalti reggiani, anche se ormai la gara sembra scappata. Bella schiacciata con fallo per Ancelotti, che dopo questa prima uscita stagionale non è parso così impreparato rispetto ai due giocatori «a gettone» Vay e Skornik. Tripla di Smith, che però ha impiegato un po’ troppo per prendere la mira, mentre in contropiede la Fortitudo continua a colpire con Gordon, che esce tra gli applausi alla metà di tutto il pubblico alla metà del quarto. Un paio di bei canestri di Defant regalano un ultimo sorriso agli spettatori di Castelnovo. Il reggiano regala anche una bella stoppata a Malaventura, che però non la prende bene e restituisce i due punti in faccia al giovane. Partita che si avvia al termine con la Fortitudo a gestire il +20 e con i biancorossi che cercano di limitare i danni e con l’orgoglio dimostrano di non voler subire passivamente l’ineluttabilità dei fatti. Questa Fortitudo, nonostante le assenze ha a disposizione un quantitativo di talento che con il campionato di Legadue a cui parteciperà la Trenkwalder non ha nulla a che fare. Se si aggiungono le pesantissime assenze nel reparto lunghi, è una sconfitta che ci sta ampiamente. Non c’è dunque da strapparsi i capelli: saranno altri i test che davvero potranno dire quanto vale questa Trenkwalder.

Categoria: Calcio
 

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