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L’ULTIMO PALLONE. L’ultimo tiro. L’ultimo alito di vento di una partita bella e spettacolare. E’ lì, sull’ultimo pallone, sull’ultimo tiro, sull’ultimo alito di vento della partita che David Hawkins (nella foto contro Bryant Smit: i due più bravi ieri sera), uno che, cestisticamente parlando, viene da un altro pianeta, cancella l’illusione biancorossa e porta la partita sulla strada milanese. La Trenkwalder, bella e convincente per lunghi tratti del match, si arrende a meno di 5 secondi dalla fine ed esce dal parquet a testa alta, Chi, ieri sera, era entrato al palasport pieno di dubbi e domande, è tornato a casa con qualche certezza in più e qualche punto interrogativo in meno. La squadra costruita dai dirigenti reggiani potrà lottare per qualcosa di importante come ha fatto intendere lo stesso Marcelletti prima del match. E, allora, via: raccontiamo un po’ questa partita che per 39 minuti e 55 secondi ha fatto sognare i tifosi biancorossi e, nel finale, ha assunto il sapore della beffa. Pazienza. E’ una beffa piccola così…
IN CRESCITA. Bella. Magari non ancora bellissima, ma sicuramente bella. La Trenkwalder sta crescendo e si vede. I biancorossi se la giocano alla pari, contro un’Armani Jeans che butta sul parquet una discreta intensità, e non sembrano mai in difficoltà. Rispetto alla partita con la Fortitudo Bologna, un’altra big di serie A, è davvero tutta un’altra storia. Il recupero dei pivot Heinrich e Infante e il rientro di Melli, che incastra subito due perle nella partita, regalano solidità e sicurezza alla compagine di Marcelletti. Se poi anche Smith (premiato come miglior giocatore del match) mette in scena tutto il suo repertorio affiancandosi ad un Alvin Young che tira sempre fuori qualche magia dal suo cilindro, è ovvio che Reggio può cominciare a guardare al futuro con il sorriso sulle labbra. E così la partita è una partita vera. L’Armani ha qualcosa in più, è chiaro, ma i reggiani riescono a restare aggrappati alla partita anche quando gli ospiti provano a dare un paio di strattoni violenti nel tentativo di fuggire via. I milanesi arrivano al più 6 (14-20) con un paio di triple di Thomas e Hall, ma la Trenkwalder ricuce subito lo strappo anche grazie alle iniziative di un ispirato e motivatissimo Carra (10 punti al riposo) che si è beccato un’ovazione al momento della presentazione. Young e soci fanno sul serio, chiudono a chiave il proprio canestro e, all’inizio del secondo quarto, i biancorossi provano anche a prendere in mano le redini della partita (31-28) concedendo la miseria di due punti in più di 5 minuti agli avversari. La reazione degli uomini di Bucchi arriva puntuale come un orologino svizzero: è Hawkins (per lui e Hall 12 punti a metà gara) a svegliare i lombardi che mettono la freccia e sorpassano la Trenkwalder anche se al riposo siamo ancora lì, quasi in equilibrio sul 38-40. Merito anche di una tripla del giovane Defant che prova a conquistarsi un posto nei 10 titolari fino al rientro di Campani. Per 20 minuti si è vista una bella Trenkwalder. Che può e deve ancora crescere (la solita pecca del tiro da 3 punti si fa sentire con un modesto 2/7) ma che è già a buoni livelli.
LA BEFFA. Quando si riparte l’Armani sonnecchia un po’ e Reggio ne approfitta subito infilando un break di 8-0 (47-43). Fultz prima, Carra poi (splendidi un paio di assist per Heinrich e Melli) fanno girare al meglio il motore biancorosso, Young e Melli sono alterni ma regalano chicche spettacolari, Smith è quantomai concreto, Infante e Heinrich fanno gli operai e lo fanno benino. Milano si tiene a galla colpendo a ripetizione da 3 punti, e con i canestri del solito e bravissimo Hawkins. Ridendo e scherzando, comunque, all’ultimo giro di boa la Trenkwalder è avanti sul 61-58 grazie ad una tripla di Maestrello, uno di quelli ancora alla ricerca della miglior condizione di forma. Tre punticini di vantaggio che i reggiani difendono con le unghie, con i denti e con i canestri dei bravissimi Smith e Fultz (74-70 al 37°). Sul rettilineo finale, però, le due squadre arrivano appaiate, spalla a spalla (75-75): due canestri di Fultz e una tripla di Thomas rendono roventissimo il finale con il palasport che si infiamma come se fosse una gara di play-off. L’Armani, sul 79-78 per i biancorossi, ha tra le mani l’ultimo pallone a 23 secondi dalla fine: è il solito, devastante, Hawkins a insaccare il canestro che regala il successo all’Armani con la Trenkwalder che getta via il pallone della disperazione. Peccato, ma per i biancorossi è una sconfitta che, anche se arriva all’ultimo tiro e all’ultimo secondo non fa male. Il campionato di LegaDue si avvicina: Reggio è pronta.

Categoria: Basket
 

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