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I soliti problemi. Il tempo passa ma l’inerzia non gira. In settimana la dirigenza ammette che la Trenkwalder lavora forte e che tutti i giocatori sono pronti e preparati per la sfida. Logico aspettarsi che sul campo la squadra metta in mostra quanto produce. Invece quando arriva il momento della verità, quando serve raccogliere quanto seminato, la Trenkwalder si disunisce. Ci si aspettano giocatori che possano offrire un certo rendimento, ma che alla fine non lo danno. Quando il diverso approccio alla partita si rivela in una gara, può passare per una giornata storta, quando invece la cosa si materializza a distanza di due settimane, allora vuol dire che qualcosa non quadra. e che la lezione non è stata recepita.
Squadra dai due volti
Com’è possibile che in casa la Trenkwalder metta a segno 169 punti in due gare e 150 in trasferta? E addirittura subisca 134 punti in via Guasco e 173 quando viaggia? Quindi 19 punti segnati in meno e 39 subiti in più. Dati che fanno venire i birividi se pensiamo che sono state giocate solo quattro gare. Il problema è doppio e si materializza in ogni lato del campo sia in difesa che in attacco. Il rendimento di Chris Heinrich è l’emblema di quanto vi abbiamo descritto. In via Guasco contro Venezia e Cremona segna 29 punti, quando deve viaggiare, opposto a due giocatori di sostanza come Volcic e Hines, totalizza solo 5 punti con una differenza di 24. In lunetta ancora peggio con un solo personale realizzato sui sei a disposizione.
Scelte rivedibili
Con Young che di gran lunga era stato il migliore dei suoi per oltre trenta minuti, perché nei 5 minuti dell’ultimo quarto, non ha mai ricevuto una sola opportunità per andare a segno? Dopo il 58 pari segnato da Infante, la Trenkwalder ha subito un pesante break di 11-2 commettendo in attacco solo errori. Due infrazioni di passi prima di Carra poi di Infante e tre errori al tiro, uno di Fultz due per Carra. Quindi cinque possessi mal sfruttati. Veroli invece non ha mai fallito e dopo il gioco da tre punti firmato da Hines con errore difensivo di Heinrich, Marcelletti ha deciso di togliere definitivamente il tedesco per inserire Melli. Sul 69-60 a 3’46” dalla sirena, Young forse spazientito si è preso due soluzioni non mandandole a segno. La successiva tripla di Gatto mette la parola fine alla contesa.
Eccessivo nervosismo
Franco Marcelletti appare molto teso (due falli tecnici subiti in due trasferte fanno meditare). La squadra deve stare tranquilla mentre nelle ultime trasferte, è apparsa poca serena.

Categoria: Basket
 

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