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Scavolini Spar Pesaro – La Fortezza Bologna 99–65 (18-14, 41-31; 67-53)

SCAVOLINI: Tomassini 8 (1/1 2/3), Zukauskas 16 (6/8 1/4), Stanic ne, Curry 18 (7/10), Akindele 18 (7/10), Myers 13 (2/2 3/6), Hicks 19 (6/8 0/4), Gjinaj ne, Shaw 4 (2/4), Amici ne, Van Rossom 9 (2/2 1/1), Hurd 12 (6/11 0/1). All. Sacripanti

LA FORTEZZA: Ford 12 (5/10 0/1), Koponen 4 (1/1 0/3), Blizzard 10 (0/1 3/7), Arnold 4 (2/4 0/1), Righetti 2 (1/1 0/2), Boykins 15 (3/5 1/1), Giovannoni 8 (4/8 0/2), Chiacig 6 (3/4), Langford 4 (2/3 0/2), Moraschini ne, Malagoli ne, Vukcevic (0/2 0/1). All. Pasquali.

Arbitri: Sahin, Pozzana, Crescenti. Tiri da due: Sca 32/46 (7/19 da tre), LaF 21/39 (4/20 da tre). Tiri Liberi: Sca 39/65, LaF 25/59. Rimb.: Sca 37, LaF 25. Ass.: Sca 13, LaF 9. Spettatori: 5242.

PESARO – Da una partita dura e tesa, senza esclusione di colpi, compresi quelli che sarebbe stato meglio non vedere, esce la Scavolini Spar. E non è che la cosa faccia gridare al miracolo. Il match lo artiglia nel secondo quarto in cui poteva pure perdere il treno; poi, quando le anemie offensive di Bologna diventano addirittura grottesche, La Scavo travolge, a rimbalzo, mettendo maggior fisicità. C’è stata dunque forse più di una classica sfida per la Vu Nera, persa quasi al limite del ridicolo su questa Adriatic Arena, da non poter prevedere viste le aspre corride di ciò che qua considerano un derby. Intanto non ha lottato stasera con le armi che ha di questi tempi, che sono furore agonistico, difesa non banale, ma contro c’era una Scavolini con un giro di palla che quando ha avuto luce per guardare e mirare, ha esaltando abbattendo tutti i fagiani sotto mirino. Bravi quelli che segnavano, bravi quelli che costruivano: s’è visto basket e che dentro ci sia fiorito è un premio di minima etica, per questa truppa che sta crescendo. Al via c’è subito più Pesaro, anzi Curry: 8 punti suoi e 11- 4 biancorosso. Ma la Virtus non cozza e basta, anche perché Ford va subito a pieni giri, prende feeling e lo si rivedrà spesso a far danni. La Fortezza rimonta, unico sussulto, il 20-14 con un quintetto di stopper, che segna poco, ma ruba di tutto. La Virtus non era, a quel punto, una squadra che perdeva palle, ma che aveva paura di perderle. Detta com’è, la prima metà era stata brutta. Schierato il suo miglior quintetto a disposizione, nel secondo quarto, Pasquali se lo vedeva spezzare subito contro un Pesaro più agile con quattro esterni: Arnold franava su Akindele, Righetti era subito a due piste da Hurd. e si tornava dunque ad assetti più conservativi, scoprendo però che Langford non la metteva mai e Blizzard pure (39-26 al 17°). Poi, proprio quando il solito Hicks stampava l’ennesimo piazzato, la china pareva meno rovinosa, e il + 10 pesarese del thè, non certo un presagio di goleada. Pasquali non può che ripresentarsi più prudente, Ford, due volte, apre la scatola: e sono bombole d’ossigeno, per una Bologna smarrita. La truppa, però, deraglia ancora più volte in attacco: Pesaro vive per Akindele, ma intanto è tornato a colpire pure Hicks e si issa a +15, anche perché la difesa ingabbia i lunghi con la sagoma superiore. Quarto quarto, ancora pressing: Bologna vacilla, ha il fiato corto, per 2’ non segna, buttando di tutto: al 34°, si sta ancora 88-61. E’ uno stallo ormai sfiatato, anche perchè si capisce che chi può gestire un +24 può dare scacco. I bianconeri non ci sono più, lì Hicks segna un canestro d’oro, poi dopo è un tiro a segno contro la difesa avversaria e bastano due colpi Myers per mandare tutti a casa.

Categoria: Calcio
 

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