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10-2 Biella dopo nemmeno 2′ di gioco dipingono il furore agonistico dei padroni di casa; imbarazzante la difesa della Fortitudo, incapace di tenere le penetrazioni di Smith, protagonista assoluto dell’avvio assieme a Gaines, mortifero da oltre l’arco. L’Aquila è tutta nelle iniziative personali di Woods, assai pigro nelle scelte di tiro rispetto alle passate apparizioni e di Huertas, che con le penetrazioni riesce a fare male alla difesa dell’Angelico. Premono i piemontesi, regge l’urto la squadra di coach Sakota, cercando di restare a contatto con gli avversari: Jerebko scherza Woods, Mancinelli ha un guizzo per il -6, poi ci si mette Spinelli da 7 metri a punire l’Aquila per il 25-18 di fine primo quarto.
C’è Gordon in avvio a caricarsi la squadra sulle spalle in attacco, non c’è santo che aiuti in difesa dove Garri conclude una penetrazione con una bimane, e Raspino arriva al ferro con una facilità mostruosa. Ma il moro fortitudino è in trance, segna 7 punti filati e la Fortitudo arriva a -4 sul 31-27 a metà del secondo quarto; ma non arriva la zampata decisiva, quella per riacciuffare Biella, che con l’ex Jurak e un sontuoso Gist riallontana i sogni biancoblù. C’è spazio dunque per le secondi linee in casa bolognese, precise da oltre l’arco, se non fosse per le disattenzioni difensive, che costano un nuovo allungo firmato da Smith e Gaines, fino al 48-39 di metà tempo. Biella chiude con il 55% dal campo, che la dice lunga sulla difesa dell’Aquila.
Si riparte con due boiate di Mancinelli, Jerebko timbra da oltre l’arco, poi sale in cattedra Gaines che bolla col fallo da 3 e la Fortitudo sprofonda sul -16: time out Sakota, chiama una zona che Garri buca subito dai 5 metri. Gordon contro tutti prova a fare quel che può, dietro aiuta dove Slokar dorme, davanti attacca dove Woods e Mancinelli non riescono a creare nulla: derisi da Garri a rimbalzo, Biella si permette il lusso di sbagliare qualcosa salvo poi colpire ancora con Jerebko, per il +20 con Mancinelli che dispensa passaggi dietro alla schiena agli avversari. La Fossa dei Leoni si siede, la squadra lo era dal primo minuto. Degli altri 10′ non ha senso raccontarlo ai posteri: si chiude sul 91-69, ben 60 punti di passivo nelle ultime due partite perse consecutive. Ora arriva la Benetton e con questo spirito e queste facce, sarà dura guardare con occhio positivo il domani.
Serve una scossa, forse servirebbe un manico al timone, più che altro. Guai a dirlo, ma c’è aria di crisi.

Categoria: Basket
 

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