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Di Alessandro Lanieri.
I tifosi della Ducati e di Valentino Rossi devono ancora pazientare. Sul podio e sotto i riflettori c’è un binomio che parla spagnolo e corre veloce sulle due ruote della Honda.Già dalla prima corsa del Motomondiale abbiamo assistito allo scoccare di una scintilla, anzi un vero e proprio cortocircuito: stiamo parlando del giovanissimo Marc Marquez che a vent’anni vince la gara dopo sole due prove nella classe maggiore del campionato. Ad Austin, in Texas, l’imprendibile Honda RC213V sembra correre su un’autostrada e taglia il traguardo lasciando basiti campioni come Lorenzo, Pedrosa e lo stesso Valentino Rossi; a cui non riesce una rimonta simile a quella compiuta nella gara precedente. Proprio Rossi guarda a Marquez consapevole di avere di fronte un osso duro: al nove volte campione del mondo furono necessarie infatti nove gare per agguantare il primo podio. Questo ed altri pensieri devono affollarsi nella mente del pesarese, in una situazione dove il Dottore, tornato alla Yamaha dopo due anni in sordina alla Ducati, sa di dover dimostrare al mondo e a sé stesso di essere ancora un campione. Ma nella corsa americana Rossi arranca e si ferma all’ottavo posto, lasciando affievolire non poco gli entusiasmi. A noi tifosi italiani resta l’amarezza di non aver visto vincere una moto italiana condotta da un pilota italiano: sembrava perfetto il matrimonio tra un motore rumoroso tipico di una terra verace come quella emiliana e un pilota altrettanto clamoroso, uno che lo ami o lo odi. Eppure tutto è svanito, non senza frecciate polemiche tra il 46 nazionale e l’azienda di Borgo Panigale. Ora un altro italiano corre in sella alla Desmosedici, il suo accento ricorda un po’ quello di Vale ma al contrario appare più schivo e meno “personaggio”. Andrea Dovizioso ha in mano la responsabilità di rendere tangibile il sogno di una vittoria: il Dovi sottolinea l’urgenza di abbracciare la filosofia che ogni moto nasconde in sé, e forse la Ducati è più difficile da gestire come una bella e appassionata donna italiana, emiliana, meno metallica e asciutta di una motocicletta giapponese. Come sottolinea il direttore generale Ducati Corse Gobmeier, il problema attuale più importante della Desmo sembra essere il mantenimento della linea di curva . Quella traiettoria, anche filosofica e mentale, su cui speriamo il Dovi riesca finalmente a “piegare”.

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Categoria: Sport, Sport varie
 

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