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LA PUNTA italiana della Virtus è Alex Righetti, “giovane veterano”, se si può dire, 31 anni alla vigilia di Ferragosto. Il futuro numero 9 bianconero ha un curriculum notevole, 15 stagioni di serie A (518 partite 9,5 punti di media col 37% da 3 e l´84% ai liberi), con la Nazionale un argento ad Atene 2004 e un bronzo agli europei di Svezia. Ma soprattutto porta in dote l´ultima ottima annata, da stoccatore di lusso, ad Avellino (11,9 punti 39% da 3, 88% ai liberi, 4,3 rimbalzi) ripresentandosi come una delle migliori ali piccole del campionato. E ora da più parti indicano la Virtus come la più credibile rivale di Siena. «Direi che sono d´accordo – spiega proprio Righetti – il nostro potenziale è davvero elevato, per talento ed esperienza. E non credo che stavolta Siena avrà sulla concorrenza un margine stratosferico».
La squadra però è in gran parte da assemblare.
«Vero anche questo, e ho imparato col tempo quanto conti il gruppo. La Virtus in ogni modo ha integrato un organico dove c´è tanta gente capace di capire quando e cosa fare o lasciar fare al momento opportuno. Insomma un bel drappello di facce da Virtus, gente che sa il fatto suo, come le vuole Claudio Sabatini».
A proposito, da Avellino a Bologna che salto è stato?
«In avanti. L´estate scorsa dopo sette anni a Roma volevo provare a me stesso di poter essere ancora un giocatore importante. Avellino è stata una tappa fondamentale, ma con la Virtus ho scelto di tornare in un ambiente con grandi ambizioni, in Italia ed in Europa: ringrazio la famiglia Sabatini, Pasquali e tutto la staff tecnico».
Ma son già due volte che Righetti perde l´occasione di fare l´Eurolega: l´estate lasciando Roma, questa salutando l´Irpinia.
«Beh, l´Eurolega vorrei giocarla sul serio, non tanto per dire di avervi partecipato. Proverò a guadagnarmela nel palazzo futuristico di Casalecchio. Intanto ci rigiocherò la Coppa Italia: l´ho presa con Avellino, sarebbe fantastico darla anche alla Virtus. Nei giorni scorsi ho visto tanta gente andare in sede per fare l´abbonamento, non possiamo deluderli».
Da Green a Boykins: Righetti giocherà ancora con un play tascabile.
«Le referenze di Boykins sono ottime. La mia esperienza con Green è stata ottima. Qualche volta in allenamento ho rischiato di beccare un tunnel totale, comunque mi sono divertito da matti: si prendeva le sue responsabilità e ne dava anche agli altri. A tipi come questi bisogna restargli dietro, altrimenti si perdono due giri. Se ci si riesce, si va lontanissimo. E non vedo l´ora di giocare il derby».

Categoria: Basket
 

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