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In questo mondo che cambia alla velocità della luce, rimangono davvero poche cose certe al 100% nella nostra vita: che non ci sono più le mezze stagioni, che gli americani non troveranno mai Bin Laden, e che Virtus e Fortitudo cercheranno per sempre un playmaker. E’ divenuta davvero una maledizione quella del regista sotto le 2 Torri: lo scorso anno, tanto per non fare dei nomi, a portar palla a Basket City c’erano Jenkins, Cavaliero, Conroy e Mc Grath. Non esattamente il gotha dei playmaker mondiali, ne converrete: e se alla fine i più affidabili risultavano essere lo stagionatissimo Best da una parte ed il simpatico ma di certo non irresistibile Lamma dall’altra parte, qualcosa vorrà pur dire. Andando indietro di qualche tempo non è che la situazione migliori di tanto: se i nomi di Tyus Edney, Moochie Norris, Robert Fultz, Steffen Hamann, Tony Binetti, Jeremy Veal e Vedran Morovic non vi fanno esattamente saltare sulla sedia, non possiamo che essere d’accordo con voi. Insomma, per chi ha avuto Djordjevic, Rigadeau, Jaric, Vujanic e Basile, non c’è di che stare granché allegri. Quest’anno sembrava, finalmente, cambiata l’aria: Huertas da una parte, Bynum e pure Booker dall’altra, si poteva dire che gli endemici problemi di regia fossero finalmente acqua passata. Invece, niente da fare: è passata solo una settimana, e dei 3 summenzionati nomi non ne è arrivato nemmeno uno. Insomma, ce n’è davvero per cominciare a parlare di maledizione del play, sotto le 2 Torri; al punto che ormai, qui, si vive solo di ricordi. Cosa che, in fondo, potrebbe anche essere un’idea: e se la soluzione fosse quella di affidarsi a Charlie Caglieris o a Dante Anconetani? Stagionati lo saranno di certo, ma, forse, così peggio di Jenkins non andrebbero…

Categoria: Basket
 

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