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Sono rimaste solo schermaglie tra Lega calcio Associazione calciatori, ma l’accordo ponte che le società hanno proposto questa mattina per un anno potrebbe essere il grimaldello per far ripartire il campionato. I calciatori vorrebbero un accordo dalla validità di tre anni e dunque si sono presi un po’ di tempo per decidere, ma come detto, sembra che le parti siano decisamente più vicine. Ma la cosa davvero incredibile è stata l’affermazione del pomeriggio del presidente di Lega Beretta, il quale ha affermato che le società non hanno accettato un accordo ponte proposto loro dall’asso-calciatori giovedì scorso specialmente a causa del contributo di solidarietà, una proposta solo abbozzata dal Governo e sfumata dopo un paio di giorni. Ora il caso si è riaperto, ma visto che il Governo ha indicato che il contributo deve essere pagato direttamente dagli atleti il caso non si pone neppure. Dunque le società non si erano fermate per l’articolo 7 quello che riguarda gli allenamenti separati dei calciatori in esubero, ma un aspetto che da sempre era stato considerato superfluo visto che tutti i giocatori si erano detti disposti a pagare un’eventuale tassazione superlativa.
Questo passaggio della vicenda svela in maniera incontrovertibile come l’unico motivo vero dello slittamento della prima giornata è da imputare alle società sportive, specie le più grandi, che nella giornata di ieri hanno fatto grandi acquisti, vedi Roma, Inter, Milan, Palermo e Genoa, grazie ai quali tra 10 giorni saranno pronti per affrontare un campionato per il quale domenica scorsa sarebbero stati decisamente più deboli. Se poi si pensa che anche molte altre squadre piccole, come Parma, Atalanta e Lecce si sono decisamente rinforzate è chiaro che a questo finto sciopero non si sono volute opporre. Con due mesi di mercato aperto, ridursi all’ultimo giorno e così far pagare la loro inoperosità alla gente è stato uno schiaffo che i tifosi del calcio non meritano. Sarebbe giusto la prima di campionato che nessuno andasse allo stadio per far capire che la gente non può essere presa in giro, ma ci rimetterebbero gli abbonati e tutti coloro che, nonostante questi dirigenti, sono ancora innamorati del calcio.

Categoria: Basket
 

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