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II primo obiettivo è stato centrato. La vittoria della Fortitudo su Udine che ha ricompattato l’ambiente – la Fossa ha tifato come ai bei tempi, supportando la squadra dall’inizio alla fine -, ha permesso alla GMAC di mettere luce tra la sua classifica e quella della Snaidero con l’aggiunta del 2-0 negli scontri diretti che alimenta un giustificato ottimismo in chiave salvezza (come dice Cesare Pancotto è il primo traguardo da tagliare), e la squadra ha risposto a quello che aveva chiesto Zoran Savic, ovvero vincere tre delle prime cinque partite del girone di ritorno per provare a risalire la china. Al di là degli innegabili difetti emersi anche domenica – pause di rendimento, specie in difesa, incapacità di gestire un vantaggio – si sono viste anche cose interessanti.

STRAWBERRY – II giovane DJ ha giocato una grande partita difensiva su Joseph Forte. Motivato, ha confermato di poter essere un difensore straordinario per lunghezza delle braccia, forza, atletismo, velocità, taglia fisica. Il suo problema è quello di essere finito in una squadra che – dopo il taglio di Forte e dello stesso Qyntel Woods – ha smarrito pericolosità offensiva così deve farsi carico – esagerando talvolta – di responsabilità offensive per le quali non ha le caratteristiche giuste. I suoi 21 punti di domenica rappresentano un’eccezione. In ogni caso lui è un giocatore che deve attaccare il canestro, andare dentro l’area, procurarsi tiri liberi. Gli avversari gli lasciano il tiro da fuori, perché è la sua arma meno appuntita.

APPROCCIO – Pancotto ha notato come la Fortitudo abbia spesso cominciato le partite ad handicap. Un problema mentale, soprattutto in casa. Ma contro la Snaidero nonostante la gara molto delicata, con enorme pressione addosso, l’Aquila ha rispettato la richiesta del coach aggredendo la partita anziché subirla. Non è abbastanza: anche domenica ci sono state le rituali pause e l’altro solito difetto, quello di non saper chiudere la gara, ad un certo punto si è ripresentato tale e quale. Però almeno una parte del problema è stata allontanata. Ora si tratta di ripetersi.

GORDON – II giovane e scostante americano è stato nel mirino dei tifosi per intere settimane. Paradossalmente è quello che ha beneficiato di più del taglio di Woods, nel senso che di recente Qyntel era diventato oggetto degli strali della tifoseria permettendogli di nascondersi un po’. Questo l’ha senz’altro aiutato. Anche contro la Snaidero, pur tirando male, ha difeso bene e fatto la voce grossa a rimbalzo, lui che è piccolo ma straordinariamente potente. Gradualmente Gordon sta diventando un giocatore utile in questa squadra anche come atteggiamento in campo, per quanto fuori continui ad essere un personaggio un po’ ombroso che forse risente della mancanza di una guida esperta.

LUNGHI – Pancotto ha fatto le sue scelte. Con Mancinelli momentaneamente utilizzato da ala piccola in via quasi esclusiva, i due lunghi titolari sono Fucka e Papadopoulos. Gli altri oggi disponibili non sono ancora considerati affidabili, da Bagaric a Cittadini fino ad Achara. Domenica li ha usati tutti ma solo per far respirare i titolari. E’ possibile che il rientro di Slokar completi in effetti una rotazione di tre lunghi reale. Quella odierna è due lunghi e tre cambi che meno giocano e meglio è. Questa è la sensazione, almeno.

Categoria: Calcio
 

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