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A parlar di trasferta quasi impossibile, più che la figura degli iperpessimisti si fa quella dei realisti. Siena, infatti, anche prima di diventare la corazzata da 90% di vittorie negli ultimi due anni (dall’insediamento di Simone Pianigiani, nell’estate 2006, il Montepaschi in Italia ne ha perse solo nove su novantatrè incontri, fate voi i calcoli), era luogo dove la Fortitudo spesso e volentieri sbatteva il grugno tornando a casa con le pive nel sacco. Escludendo dal mazzo di precedenti una inutile vittoria nella Top 16 di Eurolega 2003, quando Bologna sbancò il Palasclavo ma non abbastanza per girare la differenza canestri – si vinse di 4, ne sarebbero serviti 15 per qualificarsi -, per ritrovare una vittoria in campionato si deve risalire il calendario fino al maggio 2001, quando in gara 2 dei quarti di finale playoff la F allora griffata Paf fece 90-80, con 21 a testa del duo Myers-Fucka, in una serie che sarebbe stata chiusa poi 3-0. Era, questo è vero, un’altra Siena, ma da quel giorno sono arrivati solo schiaffoni, undici di fila per la precisione, con 14 punti di divario di media. Ci si fece male Jasmin Repesa, mai realmente in partita sia nel 2003 che nel 2004, con l’apice nella polemica sconfitta del novembre 2004, quando dopo dieci vittorie di fila in campionato si beccò lo stop in terra toscana, nella partita passata poi alla storia per la discussione tra Gianmarco Pozzecco e l’allora team manager senese Lorenzo Marruganti, con spintoni e polemiche che interruppero il magic moment di quella Fortitudo (poi fortunatamente ripresasi fino allo scudetto) e, soprattutto, incrinarono quasi definitivamente i rapporti tra il Poz e lo staff biancoblù. Se la ricorda poi bene, Gilberto Sacrati, la sconfitta del maggio 2007: ultima giornata di quell’orrendo campionato, la Fossa dei Leoni vergò uno striscione che lo incoraggiava per quella che era la difficile, e fin qui parzialmente incompiuta, impresa di riportare la Fortitudo alla vette del campionato. E nemmeno Dragan Sakota si è particolarmente divertito, nelle tre sconfitte della passata stagione: il tiro sbagliato di Forte allo scadere del match di campionato, che non impattò una gara che la Fortitudo aveva a lungo condotto, e i due KO nei playoff, incassati dentro quella bagarre che fu gara 2 degli ottavi, quando i fischietti aiutarono oltre ogni limite una Siena che, invero, di stampelle bisogno non ne aveva. Se poi si considera che il Palasclavo non viene violato dal maggio 2007 (di Roma, in semifinale, l’effimera impresa, dato che poi il MPS andò comunque in finale) in assoluto, e dall’aprile 2006 per quanto riguarda la regular season di campionato (sempre Roma a metter la propria bandiera sul campo: per trovare un’altra squadra che possa fregiarsi dell’impresa, si deve risalire al marzo 2006, e fu la Virtus di Markovski). Certo, non è la Fortitudo migliore quella che scenderà in campo domenica a mezzogiorno, tra assenze per infortunio e per errori di valutazione iniziali, che hanno portato il roster di Sakota a perdere guardia e centro titolare senza possibilità di rabboccare il serbatoio prima del 24 novembre. A questo proposito, è atteso a ore l’arrivo di DJ Strawberry in Italia: appena sarà pronto il visto, per il giocatore ci sarà il volo che lo porterà a Bologna. Tra oggi e domani, in Fortitudo, sperano di fare la sua conoscenza.

Categoria: Calcio
 

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