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Giornata convulsa e confusa quella vissuta oggi a Bologna. Quando i tifosi hanno aperto i giornali hanno potuto constatare l’amara verità. Gli stipendi (quelli di luglio, agosto e settembre), che lunedì il presidente Sergio Porcedda aveva più volte detto di aver pagato, in realtà non lo sono stati, facendo matematicamente scattare la nuova normativa per la quale chi non è in regola con i pagamenti alla data stabilita viene immediatamente penalizzato in classifica. Inoltre non vi è stato neppure il pagamento dell’irpef sugli stipendi di maggio e giugno, situazione che costerà tra i 3 e i 4 punti di penalizzazione. Anzi, da alcuni organi di informazione si era paventata pure la possibilità che qualcuno potesse mettere in mora la società e avviarla, così, al fallimento.
Fin dal mattino la sede della società, il centro tecnico di Casteldebole, si è riempito di tifosi, mentre alle 9.40 è arrivato lo stesso Porcedda che si è riunito con un gruppo di avvocati e commercialisti. Un’ora più tardi è giunto in sede il socio di minoranza Renzo Menarini, mentre sul campo la squadra svolgeva l’allenamento. Verso mezzogiorno Porcedda ha riunito i giocatori e ha parlato con loro della situazione. A quel punto sono usciti dal Centro tecnico quasi tutti a bocche cucite. Solo Portanova, Moras e Britos hanno accennato qualche battuta. All’unisono tutti hanno detto che sarà il presidente a raccontare l’accaduto, ma per il primo “Siamo tutti tranquilli, anche se dovessero arrivare punti di penalità pensiamo di aver perso qualche partita in più, noi dobbiamo continuare il nostro lavoro”. Per Moras: “Noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, per la squadra parlerà domani il capitano”, quindi Miguel Britos ha ribadito: “Non mi era mai capitato un fatto come questo, però il presidente ci ha tranquillizzati, ha detto che è un fatto passeggero e gli crediamo”.
Alle 12.40 su una Fiat Multipla il presidente Porcedda e l’amministratore delegato Marras si sono allontanati dal centro tecnico a gran velocità cercando di sviare i cronisti con dichiarazioni false sulla destinazione. In realtà si sono recati nella Caserma Provinciale dei Carabinieri dove hanno esposte una denuncia. Sembra ad un istituto di credito reo di non aver accettato credenziali, secondo lui valide, per poter ottenere fideiussioni attraverso le quali poter pagare stipendi ed Irpef, evitando così, la penalizzazione della squadra in classifica. Intanto il suo socio, Renzo Menarini, ha indetto una conferenza stampa. Dalla caserma Porcedda e Marras sono usciti alle 16.15 e circondati dai cronisti il presidente ha detto solamente: “parlerò domani, sono situazioni che possono capitare. Con Menarini non c’è nessun problema e la mia denuncia non riguarda le loro fideiussioni”.

Categoria: Calcio
 

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