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Integrare tre giocatori in una squadra dove ne sono stati confermati otto, potrebbe sembrare quasi banale. Ma non è così. Soprattutto se due di questi sono americani e sono alla loro prima esperienza in Italia. Stiamo parlando di Ndudi Ebi e Mykal Riley.
Discorso diverso, invece, per Massimiliano Rizzo il quale, ovviamente, devo scontare solo il fatto di essere arrivato in una squadra nuova e non deve certo conoscere le abitudini del nostro basket. Situazione opposta a quella dei due americani, che in Italia arrivano per la prima volta.
E se Ebi ha mostrato di possedere esperienza in più rispetto a Rilery, entrambi devono amalgamarsi col resto della squadra.
Daltronde coach Valli ha messo tutti in guardia fin dall’inizio: «Servirà tempo perché i due nuovi stranieri riescano ad integrarsi». Ma ha anche detto che il «tempo non deve essere infinito». Come dire che il tempo passa in fretta, alle spalle la Carife non ha molti giorni di lavoro al completo, ma il campionato è alle porte e i passi in avanti devono avvenire a stretto giro di posta.
Nella prima uscita, quella di Rimini, Ebi è stato il miglior realizzatore della Carife: 23 punti conditi da rimbalzi e stoppate, in un match davvero energico. Contro Pistoia il bottino del pivot è stato di 16 punti e 8 rimbalzi, ma alla distanza l’energia è venuta meno e il suo rendimento è calato. Normale amministrazione in questo periodo.
Visibilmente stanco a fine match, Ebi si è detto «soddisfatto di essere arrivato in una città come Ferrara e di apprezzare molto il lavoro e l’organizzazione della società». Come stanno andando le cose in squadra? «Bene, stiamo lavorando – ha risposto il giocatore -; ma siamo ancora lontani dalla forma migliore». Due gare sono poche per avere un quadro preciso, ma dove può migliorare la Carife? «Dobbiamo lavorare duro, giorno dopo giorno».
Ed Ebi, dove può migliorare? «Anche io devo lavorare duramente». Il ritornello è chiaro.
«Si vede che conosce il basket europeo – dice di Ebi il capitano della Carife, Daniel Farabello -: dobbiamo verificare come si troverà al fianco di Jamison». E sarà proprio questa la verifica che andrà fatta tra qualche settimana: come Ebi potrà integrarsi col compagno di reparto.
«Riley è giovane e non ha molta esperienza – è sempre Farabello che parla – e all’inizio farà fatica». In effetti, la guardia è alla sua prima esperienza da professionista. Gli servirà necessariamente più tempo rispetto ad Ebi per abituarsi al nuovo campionato: al metro arbitrale, al modo di giocare e soprattutto all’aggressività degli avversari. Ma ha già fatto capire di avere eccellenti doti fisiche e buona mano.
«Commetto ancora molti errori, ma sto cercando di correggerli – dice lo stesso Riley -. Per me giocare nella Carife è un’occasione da sfruttare e dovrò lavorare molto per cercare di fare il meglio sia in attacco che in difesa».

Categoria: Basket
 

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