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Proprio quando l’innesto di Apodaca stava iniziando a dare frutti. Proprio quando lo statunitense aveva smaltito i chili superflui e iniziava ad incidere per 40′. Proprio quando la quadratura del cerchio era lì, con l’arrivo di un’ala comunitaria per allungare la panchina. Proprio quando una stagione sempre tempestosa stava per far trasparire uno spicchio di sereno, ecco una nuova mazzata. La positività di Rick Apodaca non solo blocca il processo di crescita della Carife, rischia di farlo scuotere ancora. Se nella serata felice del dopo Rieti il mercato era il colpo di cesello per assestarsi in solide zone di classifica (al “black power” sarebbe stato aggiunto un altro comunitario o passaportato), nel lunedì del post cannabis il mercato diventa puro spirito di sopravvivenza. Ma è dura, a gennaio, ridare fondamenta ad una squadra già pesantemente ritoccata con il “taglio” di Riley e l’arrivo di Apodaca. Adesso Rick è fuori, all’improvviso. E tutto questo ha trovato comprensibilmente spiazzata la società. In due giorni lo staff del Club sta tentando di mettere insieme quel che resta di tante idee, col filo che però è aggrovigliato. Una serie incredibile di coincidenze ha fatto sfumare molte operazioni possibili, tanto che ieri sera pareva esserne rimasta soltanto una decisamente interessante. Ma è chiaro che, a questo punto, soltanto un innesto si potrà fare e non due. Perché Mykal Riley non tornerà, avendo firmato per Imola. Quindi la Carife il jolly (che avrebbe risparmiato per Riley, avendolo ancora come tesserato) deve usarlo subito e solo per inserire una guardia.

IL SOGNO. Allan Ray, dunque, emerge da una due giorni pazza. Talento enorme, carattere particolare. In due stagioni a Roma non s’è mai trovato con coach Repesa, all’ultimo anche con i compagni non andava. La sua avventura in Lottomatica è terminata proprio dopo la partita di Ferrara, costata l’esclusione dal gruppo a lui e – subito dopo – la panca a Repesa. Ma quando si trova a suo agio, Ray è classe ed energia. Gambe rapidissime, tiro sufficientemente affidabile ama – come Apocada – entrare in area e colpire duro. Se Rick era potenza, Allan è fulmine. Quest’anno aveva 12.9 punti di media per 22′ (54.2% da due, 29% da tre). L’anno scorso ha chiuso con 13.4 punti a partita (49.4%o da due, 44.3%o da tre). Prima dell’Italia, l’esperienza magica nella Nba con i Boston Celtics: stagione 2006/07 con 47 gettoni di presenza e 6.2 punti a match. Costa ovviamente molto e portarlo in terra estense sarà dura. Però pare che il Club ci stia provando con forza. È ingaggiabile anche se extracomunitario, perché avendo giocato quest’anno oltre 5 partite in Italia può essere tesserato anche se la Carife ha esaurito i visti. Dovesse andare a segno, il colpo sarebbe notevole. E se Ray trovasse a Ferrara la sua dimensione… Certamente l’affare è complesso, però carte alternative ce ne sono poche per ora nelle mani del team estense.

GLI INTRECCI. Sono usciti anche i nomi dell’udinese Jermaine Jackson, fuori squadra dopo l’arrivo di Forte ma non ancora “tagliato” dalla Snaidero. Anche Jackson è tesserabile senza che necessiti il visto. Però è playmaker quasi puro, mentre al Club serve chiaramente una guardia realizzatrice. Nelle frenetiche ore di un mercato convulso è uscita anche la “voce” Nate Green. In forza all’Umana Venezia di Legadue, la guardia-ala sembrerebbe in grado di svincolarsi per una chiamata dalla serie A. Ex Fortitudo, Milano e Udine, anche questa appare una candidatura “debole”. Tutto, dunque, tende a convergere su Ray. Anche perché il lunedì notte non ha portato agli “incastri” sperati. La Carife voleva richiamare Riley ed ha lungamente trattato con Imola, che era in procinto di annunciarlo ufficialmente. L’idea estense era riprendere Mykal senza doversi così giocare il jolly, indennizzare Imola (con Allegretti) e poi allungare la rosa con Brett Blizzard. Oppure con Danilo Augustin Pinnock, che potrebbe uscire da Roseto. Invece è andato tutto a sfarinarsi. Alla fine l’Aget non ha lasciato andare Riley. E la Virtus Bologna ha fatto capire (soldi o non soldi) di non voler liberare Blizzard che, anzi, sarebbe in odore di reintegro. Caduto il castello, il Club non ha potuto che puntare sulla sostituzione “nuda e cruda” di Apodaca. Ad ogni modo, anche così, la questione è aperta e non semplice. Oggi si proverà con Ray, sulla base dell’esito si vedrà come muoversi successivamente. Ma è quasi certo che domenica, con Montegranaro, la Carife sarà senza un giocatore americano.

Categoria: Basket
 

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