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L’intensità pazzesca dei 40 minuti di Ferrara in campo è tradotta anche dagli sguardi dei due allenatori. «E’ stata una partita intensa e molto bella – esordisce ANDREA CAPOBIANCO, coach BancaTercas – ovviamente da parte nostra c’è molto rammarico per il risultato finale. Ferrara ha un ottimo sistema di squadra, noi abbiamo alzato il ritmo per cercare di scardinarlo. Sapevamo di rischiare qualcosa, ma è stata una scelta voluta quella di raddoppiare sempre. Piuttosto, forse in alcune occasioni siamo stati ingenui, lasciando liberi gli uomini sbagliati».
Capobianco torna sulla scelta di fare fallo nell’ultima azione: «Volevamo avere in mano l’ultimo tiro. Di solito in queste circostanze scelgo di difendere, ma stavolta, vista la capacità di Ferrara di colpire negli ultimi secondi, ho preferito non dare loro questo vantaggio. Ma la partita non l’abbiamo certo persa lì: piuttosto, gridano vendetta i 20 rimbalzi offensivi concessi a Ferrara. Su questo dato dovremo riflettere: dovrò spiegare alla mia squadra che l’azione difensiva si conclude non quando l’avversario tira, ma quando noi entriamo in possesso del pallone».

Anche sul volto di GIORGIO VALLI si legge tutta l’adrenalina del match, ma il coach bianconero ha anche la distensione del vincitore: «Una vittoria bella e sofferta, che dedichiamo a Sandro Crovetti, che per la prima volta in sette anni non ha potuto seguire dal vivo la partita». Tra gli elementi di maggiore soddisfazione, per Valli c’è innanzitutto la risposta del gruppo: «Abbiamo messo in campo 11 giocatori, e tutti ci hanno dato un contributo importante. Poi mi è piaciuta l’intelligenza con la quale siamo riusciti ad attaccare il loro pressing, che sempre in passato ci aveva creato problemi. Abbiamo commesso parecchi falli, ma ci può stare, perché volevamo a tutti i costi essere aggressivi».
Poi uno sguardo ai singoli: «Ebi e Ray hanno fatto giocate un po’ sopra le righe, ma avevamo bisogno anche di questo; il loro talento ci ha dato ossigeno in alcuni momenti delicati. Ray poi ha interpretato in modo egregio la partita, facendo molte cose che servivano al gruppo. Sinceramente, sembrava giocasse con noi da tempo. Ma fatemi spendere qualche parola anche su Collins: è stato bravo a costruirsi buoni tiri dal palleggio contro un gran difensore come Moss, e soprattutto ha gestito con grande maturità i ritmi del gioco».
Da dove arriva la nuova fiducia della Carife? «Siamo alle solite: la vittoria è causa o conseguenza? Non saprei, ma di certo vincere ti aumenta la fiducia. Proprio per questo, da ora in poi non possiamo più permetterci passi indietro».

ANDRE COLLINS e ALLAN RAY sono stati grandi protagonisti della vittoria della Carife, e hanno mostrato già un ottimo affiatamento in campo. Affiatamento che continua davanti ai taccuini, con i due “mori” bianconeri che scherzando si aiutano a rispondere alle domande. «Sono felice che il pubblico di Ferrara mi abbia applaudito – ammette Ray, che era all’esordio in campionato con la Carife –: io ho cercato di giocare duro, e di rendermi utile alla squadra. Ma siamo solo all’inizio, ho molte aspettative su di me, devo migliorare in almeno un paio di voci statistiche». «Ray è un giocatore di grande talento – gli fa eco Collins – e credo che in campo, per le nostre caratteristiche, ci compensiamo. In settimana ci eravamo allenati a singhiozzo, perché in tanti hanno avuto guai fisici; ma io dico sempre che l’allenamento conta, ma la domenica conta di più. E noi da un po’ di domeniche riusciamo sempre a dare il massimo. Stiamo acquisendo sempre maggiore confidenza nel giocare assieme: bisogna solo continuare su questa strada».

Categoria: Calcio
 

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