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C’era una volta James Thomas. Portato in Fortitudo dall’innominabile ex proprietario (altrimenti detto Michele Martinelli), non fu per questo esattamente benvoluto dai supporters biancoblù all’inizio della sua esperienza tricolore. Presto tutti cambiarono opinione: il ragazzo catturava carrettate di rimbalzi, segnava anche se non a raffica, e, soprattutto, non aveva paura di niente. Memorabile l’occasione nella quale giocò una partita fondamentale per la Fortitudo con una costola incrinata, rifiutando i cambi decretati dall’allora allenatore Ergin Ataman pur di dare il proprio apporto alla causa. Una sorta di novello Gary Schull, se ci passate il paragone. Alla fine di quella stagione Jasmin Repesa, noto per essere un sopraffino annusatore di talenti, fece carte falsissime per portarselo a Roma, ma il neo proprietario Sacrati lo confermò in biancoblù a suon di soldoni. Meritatissimi, dissero tutti. Ora, ad un solo anno di distanza, la mera permanenza di Thomas in squadra parrebbe il maggior problema dell’Upim. La domanda lecita da porsi è molto semplice: possibile che in un solo anno il giocatore si sia totalmente imbrocchito? Possibile che l’atleta conteso a suon di miliardi da mezza Europa ora abbia meno estimatori di Luciana Turina? Probabilmente la verità, come spesso succede, sta nel mezzo: Thomas non era Michael Jordan quando giocava bene, ma non è nemmeno un incapace ora. E quindi la Fortitudo, in assenza di validi compratori, starebbe seriamente pensando di riprovarci, con l’indomito Thomas. E se, a sorpresa, fosse questo il colpo dell’estate biancoblù?

Categoria: Basket
 

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