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Qualcuno diceva che era una questione di centimetri. In alcuni casi ancora meno. Bruno Alves batte bene ma colpisce la traversa e il pallone esce. Fabregas angola molto il tiro, che colpisce il palo ma rimane in porta. La Spagna conquista la sua quarta finale consecutiva tra Mondiali ed Europei, un vero e proprio sigillo di qualità proprio nella partita più difficile e aspetta il suo avversario. Germania probabilmente più forte fisicamente, l’Italia capace da sempre di imbrogliare il gioco delle Furie Rosse come nessun altro. La differenza, ora, è probabilmente là davanti: Gomez e Klose la mettono dentro con una facilità impressionante. Balotelli e Cassano devi sperare che siano scesi dalla parte giusta del letto. Bisogna incrociare le dita che il loro estro sia inserito come il turbo in una macchina sportiva e che quel bottone da spingere non si incastri. Poi ci sono le altre variabili: la Germania è il solito Panzer che come uno schiacciasassi sviluppa il suo gioco. Con quello che probabilmente ora è il terzino più forte del mondo, il suo capitano Lahm e quell’Ozil che fa impazzire chiunque. Ancora una volta la variabile per l’Italia sarà la fantasia dei tre davanti, con una scelta molto coraggiosa, quella di Montolivo, uno degli elementi di maggior talento, ma pure altalenante come una lampadina impazzita. Bisogna sperare che si accenda al momento giusto, altrimenti molto meglio la forza fisica di Nocerino o l’esplosività di Diamanti. Entrambi saranno probabilmente i due primi cambi, assieme a Totò Di natale che dopo il primo gol con la Spagna sembra debba smaltire delle colpe che non ha. Con il rientro di Chiellini sulla sinistra l’Italia acquista molto, soprattutto in fase difensiva, ma pure sulle conclusioni da fermo, visto che la batteria dei saltatori diventa davvero potente.
Per una volta, comunque, è probabile non sia una partita a schacchi. Nessuna delle due formazioni ne è capace e nessuna delle due è capace di difendersi all’arma bianca nel caso di sopravvento dell’una sull’altra. Per questo sarà probabilmente un incontro a viso aperto, con la speranza per gli azzurri che cassano e Balotelli abbiano azzeccato il lato del letto dal quale sono scesi questa mattina.

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