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Ha preso il via questa mattina presso l’Hotel Parco dei principi a Roma il procedimento davanti alla commissione disciplinare riguardante l’inchiesta sul calcio scommesse nata dalle indagini avviate dalla procura di Cremona denominata “Last bet”. A giudizio 18 società e 26 tesserati deferiti dal procuratore Stefano Palazzi. Tra i due club di serie A uno è già uscito dal processo, il Chievo, che ha patteggiato 80.000 euro di multa, così come la persona che l’aveva messa nei guai, Stefano Bettarini: per lui 1 anno e e due mesi di squalifica, mentre altri patteggiamenti quelli di Gianfranco Parlato, per lui 3 anni di squalifica e non cinque per aver collaborato con la Procura. Sei mesi a Furlan, mentre un anno a Tisci e Zaccanti. Da venerdì, la Disciplinare presieduta da Sergio Artico e composta di 5 membri, si riunirà in camera di Consiglio per decidere. Le posizioni più a rischio, fra i giocatori in attività, sono quelle di Paoloni, Gervasoni, Micolucci e Sommese, accusati per associazione per illecito sportivo. Tra le società, l’accusa più grave è per Ravenna e Alessandria, mentre l’Atalanta risponde per responsabilità oggettiva in relazione al deferimento (con l’accusa di illecito sportivo) di Doni e Manfredini. Da capire come verrà giudicata la posizione di Beppe Signori, che anche ieri ha smentito di essere il capo della cupola bolognese, e che a livello sportivo è stato giudicato in quanto all’epoca dei fatti faceva parte dell’albo dei tecnici di base. Proprio sul fatto che Signori e altri non avevano pagato la quota associativa ha fatto chiedere all’avvocato il difetto di giurisdizione, al quale Palazzi ha risposto che i tecnici, anche se sospesi, sono tenuti al rispetto di tutte le norme federali, bastando, per questo, solo l’inquadramento nell’albo. La sentenza di primo grado arriverà probabilmente lunedì.

Categoria: Basket
 

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