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DA “Gladiatore” a “Stakanovista” del basket. Per Luca Infante la pallacanestro va vissuta col piede sull’accelleratore e così, per il lungo della Trenkwalder si passa dalla Nazionale al torneo di Imola con grande naturalezza.
Infante, la definizione di stakanovista del parquet, ti può aggradare?
«Vabbè dai! Sono contento, non mi pesa tutto questo e soprattutto volevo conoscere i miei nuovi compagni di squadra»
Dalla Nazionale al torneo di Imola in meno di 24 ore. Sensazioni?
«Desideravo molto mettermi a disposizione della squadra. E’ da tempo che non mettevo piede a Reggio. Sono sacrifici che faccio con grande piacere».
Senti stanchezza dopo questo periodo in azzurro o tutto sommato sei pronto a ripartire?
«Sono pronto a ripartire. Però con calma. Assieme a Marcelletti vedremo di stilare un programma in modo da gestire al meglio la situazione; anche perchè non siamo dei robot. Vediamo giorno per giorno come si sta e poi faremo tutte le valutazioni del caso»
L’esperienza in azzurro come è stata? La si può definire agrodolce?
«Diciamo di sì. Sul piano individuale sono contento. Credo di essermi comportato bene. Poi si può provare a fare anche meglio. A livello di squadra siamo riusciti a raggiungere questi ripescaggi. Vediamo come andrà ad agosto prossimo».
Certo è che mai l’Italia aveva faticato tanto per qualificarsi ad una competizione internazionale.
«Sicuramente. Il gruppo è nuovo. Ci è mancata un po’ d’esperienza, dettata anche dall’uscita di qualche elemento del gruppo storico. Però abbiamo creato un buon gruppo che avrà modo di crescere assieme nel tempo. Assieme a questo abbiamo incontrato squadre che al di là del nome, sono veramente competitive. Bulgaria, Finlandia ed altre sono squadre che hanno individualità di assoluto livello».
Ora vi è la possibilità di qualificarsi dalla “porta di servizio” dei ripescaggi con Belinelli, Bargnani e Gallinari in più. Una buona situazione per gli azzurri, non credi?
«Non dobbiamo avere rimpianti su chi non c’è potuto essere. Andiamo avanti con quelli che vogliono andare in Nazionale, senza piangerci troppo addosso»
Parliamo di Trenkwalder. Com’è stato il primo impatto con i nuovi?
«Mi sono allenato un’ora e mezza ieri mattina. E’ presto per giudicare. Però l’impressione è di una squadra più competitiva, più esperta e molto più profonda. Adesso sarà importante lavorare per costruire un buon gruppo»
Che valore dai a questo Torneo di Imola che disputerete in questi giorni?
«Una tappa importante nella prestagione. Il mio obiettivo è quello di inserirmi con calma nei nuovi meccanismi della squadra. E questo torneo è il primo passo»

Categoria: Calcio
 

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