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Già un’ora prima della cerimonia via Indipendenza, nel cuore di Bologna, era stracolma di bandiere e sciarpe rossoblu. Una sorta di festa, come quando si raggiunge lo stadio. Nel cuore, però, tanta tristezza, perché era il momento dell’ultimo saluto all’unica bandiera rimasta sotto le Due Torri, Giacomo Bulgarelli. Il sindaco Sergio Cofferati ha istituito il lutto cittadino e le campane a morto hanno accompagnato l’avvicinarsi delle esequie. Il feretro è stato scortato per le ultime centinaia di metri dagli striscioni dei gruppi della curva e dallo sventolio delle bandiere. Davanti alla Cattedrale di San Pietro ad accoglierlo il Bologna di oggi, con Castellini, Di Vaio, Mingazzini, Terzi, a trasportare la bara a spalla. All’interno della Chiesa il presidente della FIGC Giancarlo Abete, Fabio Capello, Gianni De Biasi, tutto il Bologna, con la famiglia Menarini, Mihajlovic e tutta la squadra. Ma pure alcuni compagni della squadra che vinse lo scudetto del 1964, più tutta la Virtus Pallacanestro, con in testa Matteo Boniciolli. Per i politici Pierferdinando Casini, Filippo Berselli, il parlamentare Gianluca Galetti, oltre, ovviamente, ai politici locali, dal sindaco Cofferati, la presidente della provincia Traghetti, oltre a tutti i principali candidati a sindaco della città, Delbono, Guazzaloca e Cazzola. Tanti anche gli ex da Pagliuca a Luppi, da Zauli a Villa, oltre ai direttori di gara che abitano sotto le Due Torri, Rizzoli e Dondarini.
Poi tanta gente, commossa, soprattutto dopo le parole del Vescovo Ausiliare di Bologna, Nmons. Ernesto Vecchi, anche lui tifoso del Bologna, che ha puntato sulla “petronianità” di Bulgarelli: “Ringraziamo il Signore per averlo regalato a Bologna, uno dei suoi figli migliori. Bulgarelli ha ricevuto in dono uno dei tratti migliori della bolognesità che porta a convivere pacificamente con una raffinata cortesia nei rapporti umani”. Ha poi parlato dell’uomo voglioso di cambiare l’evolversi di uno sport non più con gli stessi valori: “Non ha mai smesso di credere che il calcio avrebbe potuto riprendersi e per questo era convinto – ha concluso Mons. Vecchi – che chi ama lo sport deve adoperarsi per salvarlo”.
Al termine tutta la città si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia, alla moglie Carla, ai tre figli e alla sorella, fino ai cori da stadio che hanno accompagnato la partenza del feretro fino all’ultimo viaggio, alla Certosa di Bologna, dove Bulgarelli è stato sepolto in terra, come aveva sempre chiesto.

Categoria: Calcio
 

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