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Sette giorni dopo il teatro è lo stesso, ma la recita di Imola completamente diversa. L’Aget ritrova la propria identità e vince in difesa una partita pesantissima, anche perchè il coro questa volta ha cantato tutto assieme, con Canavesi ed in particolare Pugi a sostenere in maniera importante il solito magico Bunn.
Partenza lenta. La prima sorpresa è la presenza nei 10 ospiti del lungo George (non entrerà mai), mentre Imola recupera Fabi e scatta dai blocchi con il solito quintetto, affidando a Pugi la marcatura di Carrizo. Swann come la domenica precedente parte bene mettendone cinque in fila, nonostante la robusta marcatura di Rombaldoni, solo che la paura attanaglia Imola e 2 perse di Sorrentino tolgono ai biancorossi l’inerzia positiva data dal piccolo americano. L’Umana attacca con calma e mette insieme un break di 9-0 che smonta i propositi difensivi dei padroni di casa, costretti ad inseguire già al 5’ sul 7-13, per non parlare poi dei 2 falli di Swaan e dei soliti problemi a rimbalzo. Carrizo piazza 2 triple su rotazioni sbagliate degli imolesi e il bonus esaurito con largo anticipo diventa un fardello pesantissimo per l’Aget, brava però a tenere la carreggiata grazia all’impatto difensivo di Valentini (su Green) e Ferri. Bunn danza dentro l’area e una sua striscia di 7 punti gira la contesa, con l’Umana in corto circuito offensivo negli ultimi 2’ del quarto.
Difesa di ferro. Il vantaggio dà fiducia all’Andrea Costa, che trova canestri e iniziative da Pugi e Valentini, mentre dall’altra parte Alberti funge da insospettabile terminale (6 punti in una manciata di minuti) ed evita danni peggiori, anche perché Ferri sbaglia 3 tiri dei suoi e i falli condizionano le scelte di Bianchi, con Swann e Pugi costretti alla panchina. L’americano commette il suo 3° non appena torna sul parquet e qui, al 15°, arriva il momento di Fabi, che non esita a prendersi subito responsabilità e leadership. Cinque punti di Canavesi danno ossigeno a Imola, 31-25 al 18’, ma il problema è che la palla non arriva più a Bunn e forse l’Aget non capitalizza a dovere i problemi di Venezia contro la zona.
Inerzia all’Aget. Dopo la pausa Imola ha aggressività da vendere, segna 7 punti in 2 minuti e spinge Dalmasson alla sospensione, perché la sua Umana si ritrova a -13, sul 43-30. Purtroppo per lei l’Aget si carica di falli, specie nel settore esterni (4 Swann, 3 Sorrentino e Pugi), e così l’attacco ne risente, con circolazione un po’ meno fluida e qualche scelta affrettata, errori prontamente capitalizzati da Venezia (-10 al 26° sul 48-38). La zona 2-3 blocca i padroni di casa e ci vuole un canestro dell’ex Ferri per sfatare il tabù, solo che le incertezze di Valentini diventano insopportabili da sostenere e ci vogliono 6 punti di un fantastico Bunn nell’ultimo giro di lancetta del quarto per impedire un robusto rientro alla Reyer.
La classe di Bunn. Si avvicina il momento decisivo e Sorrentino mette prima una tripla fondamentale, poi l’assist per Iversen che vale il 61-48 al 32°: 7 in fila di Carrizo cambiano però la storia della partita, perché Imola si blocca a 63 e a 2’ dalla fine Venezia è lì, a -4 sul 65-61. Bunn è un salvagente unico, 4 suoi e un cesto dai 6 metri di Pugi siglano il decisivo 69-61 a 72” dalla sirena. L’Aget può respirare e guardare avanti.

Categoria: Basket
 

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