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PRIVA di Sorrentino, forse svuotata nel fisico e nella mente dalla sfiorata impresa della settimana prima con Jesi, l’Andrea Costa si arrende a Varese dopo nemmeno un tempo. Al PalaWhirlpool finisce 91–77 per la Cimberio, autorevole nel prendere in mano la gara a metà secondo quarto e abile a non mollarla più per il resto dell’incontro, concedendo a Imola solo un sussulto nel terzo periodo.
Prima aggressiva poi a zona, Imola cerca di confondere le idee offensive della Cimberio, che tuttavia non tarda a prendere le misure e all’11’ si porta avanti 26-19, anche perché i varesini isolano bene Bunn e l’Aget rischia di perdere contatto. Fortuna che Swann e Iversen portano punti dalla panchina, così che il gap è presto ricucito: 30-30 al 13’. Imola non riesce però a prender le misure a Passera, già protagonista del primo break, che segna due triple in fila e rilancia la fuga varesina: 39-32 al 16’. L’allungo supera la doppia cifra di vantaggio e tocca il suo apice in chiusura di primo tempo, quando una tripla siderale di Childress fissa il punteggio sul 54-38 di metà gara.
E sempre una tripla, stavolta di Nikagbaste, apre la ripresa dei lombardi, giusto per far capire che l a musica non è cambiata: 57-39 e massimo vantaggio Varese sul +18. La partita potrebbe finire qui, ma un attimo di rilassamento dei padroni di casa permette a Imola di produrre un mini-break che potrebbe ridare pepe al match: 63-52 al 25’. Bunn comincia a farsi notare sottocanestro, costringendo al fallo i lunghi avversari. E’ però un fuoco di paglia, perché appena la Cimberio torna a pigiare sull’acceleratore l’Aget ha ben poche armi da opporre alla capolista.
La differenza di profondità tra le due panchine emerge in tutta la sua chiarezza, con i vari Passera, Genovese e Martinoni che colpiscono a ripetizione. La Cimberio delle linea verde affonda i suoi colpi e tocca il nuovo massimo vantaggio (+22, 87-65 al 34’) mentre Imola non trova contromisure. Il sussulto d’orgoglio nel finale serve solo a rendere meno amaro il passivo.

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