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L’ANDREA COSTA continua a lavorare duramente in questa preparazione estiva. Al solito i biancorossi si alternano, agli ordini di Massimo Bianchi, tra la pista di atletica del Romeo Galli in mattinata e il parquet del rinnovato PalaRuggi nel pomeriggio. Ma tra tutti i giocatori biancorossi che corrono e si allenano ce n’è uno che più di tutti cerca di impegnarsi per dimostrare la sua voglia matta di ritornare a giocare ad alto livello: è Matteo Canavesi.
LE SUE ULTIME stagioni con la maglia di Montegranaro sono state segnate da episodi sfortunati. «A febbraio del 2007 avevo un buco nella cartilagine del ginocchio destro e l’ho dovuto ricostruire — racconta il lungo di Gallarate —, mentre in settembre mi sono infortunato al crociato del ginocchio sinistro. Nell’ultima stagione sono rientrato per giocare solamente le ultime cinque partite della stagione regolare e le cinque dei play off».
Qui all’Aget ha trovato la fiducia che forse il club marchigiano non ha gli ha dimostrato pienamente.
«NON C’È STATA questa gran fiducia da parte di Montegranaro — prosegue il giocatore —. C’è stato sì il rinnovo del contratto per un altro anno, ma se avessero avuto piena fiducia in me forse mi avrebbero tenuto e non mi avrebero mandato in prestito».
Imola offre così al giovane Canavesi (classe 1986) la possibilità di riprendere da dove aveva lasciato. La sua vicenda ricorda da vicino quella di David Brkic. Il lungo cesenate arrivò a Imola nel 2005/2006 in cerca di riscatto dopo alcune stagioni deludenti per le sue potenzialità. Alla fine il suo contributo fu determinante nella riuscita di quella che resta nella memoria di tutti i tifosi come la miglior stagione dell’Andrea Costa da quando è scesa in Legadue. «Personalmente non ho seguito quello che ha fatto David in passato — continua Canavesi — anche se lo conosco ed è un amico. Ma se ha fatto così bene da voi come sento dire, allora spero proprio di riuscirci anch’io».
«LA PREPARAZIONE prosegue bene — conclude l’ex Montegranaro —, noi continuiamo tranquilli a fare quello che dobbiamo fare. Coach Bianchi è un buon allenatore e in squadra siamo in gran parte giocatori giovani, con una gran voglia di farci vedere. E io più di tutti: dopo due stagioni vissute praticamente fermo sarebbe clamoroso se non lo facessi!». Imola aspetta di vederlo all’opera quanto prima.

Categoria: Basket
 

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