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Direttore, per il momento Okaka non si muove da Roma.
“Loro ieri ci hanno comunicato nel tardo pomeriggio che Spalletti ha chiesto alla società di non muoverlo. Avendo problematiche sul recupero di qualche giocatore importante e in vista di alcune amichevoli, hanno deciso di temporeggiare su questo trasferimento. Dato però che avevamo la parola del direttore sportivo Pradè che la cosa fosse fatta, al quale avevo stretto la mano a Roma, e dato che il Presidente Cazzola aveva parlato in prima persona con Rosella Sensi trovando l’accordo su tutto (prestito, riscatto, controriscatto), per correttezza, oltre a parlare con gli addetti ai lavori, qualcuno di importante avrebbe dovuto chiamare anche il nostro Presidente. Poi magari la telefonata arriverà stasera o domani, ma è chiaro che in questo momento il Presidente Cazzola abbia avuto un motivo di rammarico: una telefonata per dire che purtroppo non erano più nelle condizioni di mantenere l’impegno preso sulla parola era logico farla da parte loro”.

L’operazione è da considerare definitivamente chiusa?
“Mi hanno assicurato che si tratta di una cosa temporanea, ma potrebbero passare dieci giorni come un mese prima che si sblocchi. Okaka è andato molto bene agli Europei Under 19 e, non essendo disponibili altri giocatori, può darsi che si metterà in evidenza in queste amichevoli, quindi, a mio parere, alla Roma potrebbero anche cambiare idea. Da parte nostra, come prima stavamo valutando anche altre situazioni, indipendentemente da Okaka, continueremo a farlo”.

Spingerete quindi sull’acceleratore su altre alternative?
“Non è detto che si trovi immediatamente un’altra soluzione: bisogna valutare bene cercando di non sbagliare. Vero è che tutti gli anni il mercato si va a sviluppare negli ultimi giorni, ma, come la Roma potrebbe stringere per un altro attaccante liberando così Okaka, anche noi potremmo trovare nel frattempo l’accordo per un altro giocatore”.

Per Okaka, vi date una dead line oltre la quale non aspettare più?
“La porta resta aperta anche se, in questa situazione, io personalmente non sono certo che la cosa si faccia: non credo che nel giro di cinque o dieci giorni ci dicano che l’operazione si può fare, anzi potrebbe succedere che il ragazzo possa venire riconsiderato da parte loro e che quindi non venga più ceduto. Di conseguenza, non resto certo ad aspettare, anche se non abbiamo un termine né abbiamo fretta di fare le cose tanto per fare. Il ragazzo era entusiasta di venire ma è chiaro che la situazione è cambiata: non possiamo aspettare il 31 agosto senza chiudere altre situazioni che eventualmente si potrebbero presentare e che magari in questo momento paiono non percorribili”.

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