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Per fortuna che Gianni Morandi non ha cantato “c’è un grande prato verde” l’altra sera durante il concerto per i terremotati allo stadio Dall’Ara. Con la rimozione del palco e degli apparecchi acustici utilizzati durante il grande evento musicale, l’erba solitamente verde e simile a quella di un biliardo, essendo stata esposta per più di quarantotto ore ad una temperatura anche superiore ai sessanta gradi ha assunto una colorazione giallognola, ben visibile ad occhio nudo. Ma questo, a detta degli esperti, risulta però essere il problema di minor portata. Infatti il manto è stato attaccato da un fungo assai difficoltoso da combattere, in quanto i suoi batteri agiscono alle elevate temperature e in presenza di un’alta percentuale di umidità. Per far rientrare la problematica situazione sono già previsti numerosi interventi a distanza di tempo affinché il benessere del fondo possa essere ripristinato nel più breve tempo possibile. Si tratta di due trattamenti a base di fungicida, che saranno iniziati nella serata di oggi, per poi essere ripetuti nei prossimi venti giorni, intervallati da una fase di arieggiatura che permetterà di eliminare integralmente lo strato di feltro più in profondità che tende a trattenere l’umidità e di conseguenza i batteri responsabili del fungo.

Le sostanze fungicide utilizzate per tale trattamento sono però estremamente pericolose nonché nocive all’organismo umano, e proprio per questo gli addetti ai lavori saranno obbligati ad utilizzare in ogni occasione speciali cabine pressurizzate.

Il campo rimarrà inagibile fino al 18 Agosto, e per questo le finali del centro sportivo italiano previste per Sabato e Domenica sono state rimandate a settembre.

Altra questione riguardante sempre lo stadio bolognese è quella legata alla partita di rugby Italia-Australia prevista per Novembre. Il match, previsto proprio al Dall’Ara sarà molto probabilmente giocato in altra sede per motivi legati al meteo e al fondo. Le probabilità di maltempo sarebbero state troppo elevate, con il conseguente rischio di compromettere in modo irreversibile il fondo su cui si dovranno giocare numerose partite del campionato di calcio.

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