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Ora l’importante è non pensare che i rinforzi non servono. Ma da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi perché se il Bologna è migliorato certamente è evidente per tutti che non è guarito. Nello stesso momento bisogna pensare molto bene a non stravolgere una squadra che negli ultimi tempi ha fatto capire alcune cose, tra cui la prima è che Di Vaio fatica molto quando deve condividere con una spalla il peso dell’attacco ed inoltre anche il centrocampo soffre meno quando i rossoblù giocano a cinque in mediana. Allora è vero che i giocatori buoni fanno sempre bene ad un gruppo, l’importante è non snaturarlo. Da questo punto di vista le lacune maggiori sono sicuramente sugli esterni difensivi, a destra e a sinistra. Zenoni e Lanna sono forse i due giocatori che hanno fatto maggior fatica, non garantendo molta copertura e dando poca sostanza alle azioni offensive. L’arrivo di cesar è stato probabilmente figlio di una certa paura e della piazza che chiedeva un rinforzo immediato. Ci si è accorti che la sua condizione fisica non è il massimo e dopo quasi due mesi non è ancora tornato quello che avevamo apprezzato nell’Inter. Solo Mihajlovic potrà dire se è utile un altro esterno sinistro, oppure farà di necessità virtù, visto che comunque ci sono Lanna, Bombardini, Cesar, Rodriguez e Valiani, che ora è utilizzato come trequartista ma che è arrivato sotto le Due Torri come esterno.
Dall’altra parte il tecnico non vede Lavecchia come alternativa a Zenoni, così come Marchini e Coelho non possono fare i difensori. Allora questo è un ruolo dove se si vuole si può migliorare anche perché in Italia i difensori non mancano. A centrocampo l’acquisto più importante, quello di Mutarelli è già stato fatto. Può giocare in mezzo accanto a Volpi e Mudingayi, oppure dietro alle punte. E proprio questo è il reparto dolente: i nomi sono sulla bocca di tutti, in modo particolare Pazzini e il prestito di Balotelli. Tra loro sono diversi ma nello stesso momento giocatori di movimento, che possono svariare nelle varie zone del campo, ma soprattutto sono giocatori che se cambiano squadra lo fanno per giocare. Allora bisogna cambiare radicalmente una squadra che ha il capocannoniere del torneo per inserire una seconda punta, è nello stesso momento veirifare che questa sia tecnicamente compatibile.
Il mercato che apre a gennaio propone tanti nomi ma nello stesso momento sarà necessario fare cessioni per non trovarsi con una rosa troppo folta dove ci sono musi lunghi perché la domenica si finisce in panchina se non in tribuna. Se abbiamo apprezzato Mihajlovic per la sterzata che ha dato al morale dei giocatori, ora verrà valutato come stratega del mercato perché se salvatori è il braccio, la mente è ovviamente l’allenatore.

Categoria: Calcio
 

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