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Impossibile ormai da raccontare, sfrontata negli azzardi ed infelice negli esiti, cuore poco, e polso di meno, la Virtus è, per la quarta volta in fila, tornata a mani vuote da un viaggio. A Biella, nel mezzogiorno del nostro basket è stata sbranata da tutti, e gli valga da lezione, se sarà questa la partita che porta avanti. Se non lo sarà, son problemi: Gaines è stato elmo e spada, i suoi 17 punti sono stati sputati da un lanciafiamme. Distanze folli, spesso senza guardare. La Fortezza s’è arresa, per consunzione, ma forse anche per incredulità, dopo averci creduto per oltre metà gara. L’Angelico chiude dunque in cassaforte il bottino, e prima hanno inchiodato la cassa Jerebko e Smith, indomito in trincea, e anche il finalmente vispo nel finale. E la Vu? Accettabile finchè ha imposto i ritmi, o Boykins l’ha illuminata del suo enorme talento (non solo balistico). Poi, che vicino ci fosse poca cooperazione è un altro paio di maniche. Penando molto la truppa di Bechi ha vissuto dunque la domenica migliore, con la Virtus al quarto rovescio consecutivo in trasferta, allontanata ancor di più da un posto fra le prime quattro. Senza Langford (inguine) col penitente Blizzard nuovamente nel motore, a lungo è stata la solita Virtus alterna, incapace pure a difendersi, nel finale, dal ritorno di Biella. Ce ne sarebbe abbastanza per dire che non può perdere, non arrivasse da un momentaccio, e non fosse che, pure quando scese a Caserta, trovò gli i campani penultimi e ci lasciò le penne. Sul pullman partito per Bologna anche oggi sono stati caricati dubbi e ansie, più un’ultima, tetra certezza: il problema dell’assetto è serio e la minaccia è che non si possa risolvere dall’oggi al domani. Nell’ultima gara della storia qua al Pala Biella, unica casa del basket rossoblu fin dal lontano 1994 (dalla prossima, contro Avellino, l’Angelico abiterà al PalaCoop appena fuori città), la Fortezza regge un quarto, poi Gaines, Smith e Jerebko la spazzano via (48-32 il massimo strappo ottenuto in 6’ dopo l’iniziale +11 virtussino), riaprendo scenari inquietanti fra i bianconeri. L’Angelico la impallina dall’arco, accoppiando però un’alta percentuale pure nei tiri ravvicinati, il che significa che la difesa piemontese abbaia, anziché mordere. Prova a correre Boykins, arretra invece Righetti, che una volta difendeva e stamane ha concesso di tutto. Appare poi dura anche la partita fra Ford e Jerebko, mentre di fronte si delineava poi la posizione non inedita d’una Biella tutt’altro che monolitica nelle strategie. L’ultimo ok prima del thè lo da un Vukcevic troppo solo, anche se l’emergenza in area rischiava di farsi pressante (19-10 le carambole a metà, 10 in meno alla fine), e magari spingere su altre piste meno intasate, poteva essere l’idea buona. Al rientro, per ricucire il nuovo +16 di casa, arriva anche la tripla del -8 (poi anche -7) di Blizzard: che ci sia lui, e cioè che Boniciolli poi l’incolli a Gaines dopo minuti di latitanze, è il segno che per Bologna la gara sta rifiorendo. L’Angelico, in effetti, se è fatta intimidire ma è un fuoco di paglia perché basta un antisportivo a Boykins per capire come oggi l’Angelico, nel frattempo anche a +19, abbia chiuso definitivamente questa sua storica casa alla grande.

Categoria: Basket
 

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