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Si è talmente abituati alle invettive del patron della Virtus Claudio Sabatini contro tutto e contro tutti, che ormai quasi non ci si fa più caso. Chi invece ci fa caso eccome sono i destinatari dei suoi quotidiani strali: prima l’ex proprietario del Caffè Maxim Max Boccio, che chiamò in causa il numero 1 bianconero per strane vicende legate al passaggio di proprietà della propria azienda, poi soprattutto Alfredo Cazzola, bersaglio preferito di Sabatini da sempre, che l’ha citato per diffamazione ormai diverse volte, l’ultima volta qualche mese fa quando Sabatini sostenne via radio che, in cambio di un aiuto per costruire il nuovo Bologna, Cazzola voleva addirittura la poltrona di sindaco di Bologna. Con buona pace del nuovo primo cittadino Virginio Merola, la faccenda aveva ben poco di vero, Cazzola non la prese benissimo e querelò Sabatini per l’ennesima volta. La storia si è ripetuta nei giorni scorsi, quando il bersaglio delle picconate di Sabatini è ripetutamente stato il numero 1 della Fortitudo Giulio Romagnoli, definito nell’ordine un “patataro” (e fin qua nulla di male, ognuno si guadagna i soldi come vuole, purché lo faccia in maniera onesta) ma anche “cravattaro” (e qui l’accusa è molto più grave), per poi concludere che per Romagnoli si prefiguravano reati non amministrativi o civili ma addirittura penali avendo, secondo Sabatini, spinto Gilberto Sacrati verso la bancarotta fraudolenta e preferenziale nei confronti dello stesso Romagnoli. Difficile, davanti ad invettive di questo tenore, che il tutto restasse impunito: e infatti, puntualissima, è arrivata la denuncia di Romagnoli: senza grandi dichiarazioni, senza comunicati stampa, ma usando le armi che anche le persone qualunque hanno in questi casi, cioè il ricorrere alle autorità competenti. Entro breve si conosceranno gli sviluppi della vicenda.

Categoria: Calcio
 

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