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Alvin Young è approdato ieri a Reggio. Pronto e pimpante per iniziare una nuova stagione in maglia Trenkwalder.
Quale estate ha vissuto?
«Mi sono riposato ma ho anche giocato a basket in un College di New York del mio amico Al Harrington (ora a Golden State prima ai Pacers) ».
Quale squadra ha trovato?
«Sono convinto che la società abbia attuato buone decisioni. Nutro rispetto per i giocatori che sono rimasti».
Cosa si sente di dire sui nuovi?
«Lupo (Carra ndr) lo conosco da una vita, abbiamo giocato assieme e sono contento di ritrovarlo come compagno. Fultz e Masoni sono indubbiamente validi. Heinrich è meglio trovarselo come compagno che come avversario».
Smith l’ha citata nel giorno in cui è approdato a Reggio.
«Lo conosco da tempo. E’ un giocatore molto valido che conosce il basket e sa cosa fare per portare la squadra alla vittoria. Sa giocare in tanti ruoli poi è una persona gradevole».
In estate ha preso in esame l’idea di cambiare aria?
«Avrei corso il rischio di lasciare un lavoro a metà, iniziato ma non portato a termine. Quando accettai di tornare a Reggio lo feci con una missione, quella di portarla al gradino di sopra, una possibilità che reputo possibile».
Sarà ancora il capitano della Trenkwalder?
«Lo spero».
Vista la presenza di tante guardie, si ridurrà il minutaggio?
«Quello che conta sarà tenere alta l’intensità della squadra e questo può essere attuato giocando minuti di qualità, non conta se 20 o 25, la cosa che conta, sarà riuscire a giocarli al meglio».
Fisicamente come si sente?
«Voglio giocare ancora a lungo almeno sino a 42 anni, dato che Mitchell è andato avanti a lungo e Shawn Kemp dice di sentirsi ancora un ragazzino».

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