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A casteldebole è partita oggi la campagna verso la vittoria. Il Bologna deve dare una svolta al trend negativo che ha riportato un po’ di sconforto nella squadra, nella scoietà e nei tifosi, dopo che l’arrivo di Mihajlovic sembrava da solo essere stata la soluzione alle difficoltà tecniche dell’inizio. Invece le sconfitte con Milan, Udinese, Fiorentina e Inter e Lazio, ovvero i soli 4 punti ottenuti per la vittoria a Bergamo e il pareggio a Napoli in ben sette partite, dicono che se non si inverte la rotta i tanti sacrifici rischiano di andare perduti.
Ne sono consapevoli tutti, ma rispetto a prima c’è una differenza: se allora il Bologna era una squadra in totale balia dell’avversario e dunque c’erano margini di miglioramento, quello delle ultime partite, a parte quella di sabato scorso a a Roma, è stata una squadra con personalità e volontà, ma incapace di recuperare quei pochi errori, specie calci da fermo, che l’hanno condannata. Facile individuare colpe e colpevoli visto che con il senno di poi basta giudicare le prestazioni. Cominciamo da Mihajlovic fino ad ora intoccabile. Le scelte di formazione, come inserire un impalpabile Rodriguez, lasciando in panchina un uomo di qualità come Amoroso che ha già giocato diverse volte come esterno, e nel secondo provare Mutarelli quando lo stesso Amoroso poteva sicuramente garantire maggiore cambio di ritmo. Quindi l’inserimento di Belleri per contrastare Foggia, al quale l’ex laziale ha solo visto qualche volta la targa, al posto di un Zenoni che partita dopo partita sta sempre miglirando. Quindi invertire i compiti tra Volpi e Mudingayi, quando è chiaro che le caratteristiche tecniche non permettono al primo di fare l’interdittore e ai piedi del secondo di fare lanci lunghi. Infine l’attacco: Marazzina dà vivacità alla manovra ma non aumenta la pericolosità in fase offensiva, anzi giocando da prima punta toglie spazio all’inventiva di Di Vaio.
Con la Sampdoria il Bologna dovrà pensare a vincere, ma sarebbe importante riuscire ad imbavagliare Cassano, magari con una sorta di staffetta tra Mingazzini e Mudingayi. Fermare il talento di Bari Vecchia vuole dire impedirgli di accendere la lampadina di Pazzini e dunque tarpare in buona parte le ali ad una Sampdoria che arriva al Dall’Ara senza gli squalificati Franceschini, Palombo e Padalino, gli infortunati Lucchini e Delvecchio ma in uno stato di forma assolutamente invidiabile che la sta portando fuori dalla zona calda della classifica.

Categoria: Basket
 

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