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Il Bologna gioca su due tavoli: il primo è quello del mercato, con Zanzi che si alterna tra il tentativo di vendere i famosi incedibili, ovvero i giocatori di ritorno dai prestiti, dall’altra parte il Centro Tecnico. Ieri il presidente Guaraldi era assolutamente inviperito e questa sera ha riunito tutto lo staff di avvocati a sua disposizione non solo per rispondere alle accuse presenti nell’esposto al TAR, ma pure per chiedere in sede civile gli ingenti danni per i ritardi dei lavori che questi appelli alla giustizia hanno creato. Forti dei pareri positivi di tutte le istituzioni esistenti e del fatto di aver accolto gran parte dei consigli o richieste avute nei dibattiti pubblici sul centro, tanto da aver messo in stand by l’unico campo che potrebbe avere ancora problemi di elettromagnetismo, il Bologna vede dietro a Legambiente e al comitato che sta facendo di tutto per ostacolare l’inizio dei lavori, qualcosa di più di qualcuno che vuole difendere il proprio territorio. Come se dietro a queste persone, ci sia un disegno più grande. Per questo, dopo aver tenuto in questi mesi un profilo decisamente basso, la volontà è quella di partire in quarta per difendere non solo il progetto, ma pure l’indotto che ci sta sotto. Ricordiamo che il costo totale dell’opera è 20-25 milioni, oltre 200 gli operai che per oltre un anno troveranno lavoro nei cantieri, con un indotto per i ristoranti e per gli esercizi pubblici che porterà benefici indubbi. La società sta chiudendo tutte le pratiche con il Credito Sportivo, secondo il progetto iniziale il mese di giugno doveva essere quello dedicato agli appalti, per i quali sono state contattate soprattutto aziende bolognesi e in un momento difficile come questo pensare di ritardare lavori sembra davvero contro ogni logica. Ora l’unico lavoro che si può fare è quello del monitoraggio del terreno: verificare che non ci siano ordigni bellici o siti archeologici, in modo che quando potranno cominciare i lavori si potrà forzare i tempi. Il Bologna si aspetta che il ricorso al TAR possa allungare il tempo di un paio di mesi, che potrebbero diventare tre se davvero Legambiente facesse ricorso anche al Consiglio di Stato. Domani, durante una conferenza stampa, verrà spiegato il perchè di tanta animosità contro il progetto del Centro tecnico, un atteggiamento che proprio il Bologna non manda giù e contro il quale da domani si pensa comincerà ad utilizzare l’artiglieria pesante.

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Categoria: Calcio, Sport
 

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