Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Dodici minuti dura l’incertezza tra Bologna e Juventus. Il tempo per l’ex Marco Di Vaio (7’) di farsi chiudere da Knezevic in angolo.

Quando Nedved riceve sulla sinistra, sulla linea del fallo laterale, avanza liberandosi di Cristian Zenoni e Lavecchia, il destro è imparabile. Alla faccia dei 36 anni, alla 13esima stagione in Italia, 12 in A. Onora la fascia di capitano, regalando alla Juve il secondo successo in trasferta, sino a ieri aveva vinto solo a Cagliari. Perdesse anche domenica, proprio in Sardegna, Daniele Arrigoni verrebbe esonerato, nonostante sia amatissimo dai giocatori, perché 8 sconfitte in 10 gare sarebbero troppe: già pronto Mihajlovic.
Il Bologna non ha ancora pareggiato una partita, è l’unica della serie A, ieri sera l’avrebbe meritato.

Non è più tempo di moggiopoli, eppure la squadra emiliana non è premiata dall’arbitro: Trefoloni lascia proseguire sulla spinta di Mellberg alle spalle di Marazzina, il rigore ci poteva stare. In tribuna il designatore Pierluigi Collina non si scompone. Massimo Marazzina, l’attaccante della promozione del Bologna, ciabatta fuori il cross di Lavecchia, unica vera palla del pareggio del primo tempo, al 43’. Amauri gioca bene, cerca l’intesa con Iaquinta. In mancanza di Trezeguet, i due vanno benissimo, solo che l’ex azzurro non è abbastanza preciso nelle rifiniture. Sul campo i movimenti dei gialloneri, in maglia di trasferta, sono armoniosi. La difesa a 4 talvolta diventa a 6, con Sissoko e Tiago o Marchionni che coprono in maniera accorta. Chiudono e ripartono, non corrono rischi, non c’è bisogno di affondare. Nedved copre l’intera fascia sinistra, si impegna in difesa, contrasta, crossa.

Senza Volpi, a segno con la Lazio, infortunato, il Bologna perde molto. Molinaro presidia, Sissoko argina e smista. Marchionni folleggia sulla trequarti, pesca Nedved sulla sinistra, affondo e rientro, Amauri di testa coglie il palo. L’azione è durata un minuto buono, il Bologna non ha mai visto la palla. La superiorità della Signora è solo interrotta da un blitz sulla sinistra di Marazzina, dimenticato da Mellberg. La tenuta del centrocampo è buona, la difesa non è sempre impeccabile. In avanti arrivano pochi rifornimenti, Tiago potrebbe osare qualcosa in più. Il raddoppio arriva all’11’, con un colpo di biliardo di Nedved che quasi si scusa. “Non lo voleva fare”, sembra dire ai compagni che lo abbracciano. Iaquinta lo serve lateralmente, Marchini gli lascia lo spiraglio per il cross, lui prova sul primo palo. Antonioli è all’ennesimo errore evidente della carriera, a quasi 40 anni non dovrebbe più essere titolare, in serie A.

Iaquinta e Amauri orchestrano un contropiede velocissimo, stavolta Antonioli si oppone. E’ a un quarto d’ora dalla fine che il Bologna si rianima. Punizione dalla destra di Carrus, entrato da poco, Di Vaio in tuffo anticipa Mellberg. Un attimo più tardi Marazzina pareggia, probabilmente era in fuorigioco. Tiago gioca talmente poco che accusa crampi, entra Camoranesi. Marchionni ci prova sino all’ultimo. Come Di Vaio, che con un destro centrale costringe Manninger all’unica parata della serata. Due vittorie sono bastate alla Juve per tornare a tre punti dalla zona Champions, Ranieri consolida la sua panchina, aveva vissuto un paio di momenti negativi anche la scorsa stagione. La nottata ormai è passata. Come Juve2 va benissimo, impossibile chiedere di più. Ranieri si può accontentare. Può passare il turno in Champions ed è a -5 dal primo posto.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.