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Il 102esimo derby di Bologna sulla carta appare come tutti gli altri che l’hanno preceduto, cioè come una partita dove tutto può succedere. L’aria della stracittadina, la cornice di pubblico, l’atmosfera che si vive in città per tutto l’anno in attesa di questa partita, tutto questo fa sì che, in quei 40 minuti, possa davvero accadere tutto ed il contrario di tutto. Stavolta, però, potrebbe non essere così. Sulla carta una squadra (in questo caso la Virtus) appare più forte dell’avversaria, come tasso tecnico ma soprattutto come situazione attuale: l’odierna Fortitudo sembra infatti disgregata, incasinata e, soprattutto, poco propensa a sbattersi su ogni pallone. Questi problemi rendono l’attuale F scudata molto diversa da quelle passate: per esser chiari, nei 101 derby passati spesso e volentieri i biancoblù arrivavano ai derby da sfavoriti, per molti anni la Virtus era infatti la corazzata e la Fortitudo semplicemente la cugina povera. Proprio per questo, i biancoblù storicamente triplicavano i propri sforzi fino a colmare, spesso, il gap tecnico, raggiungendo e a volte anche battendo gli storici avversari. Ciò che invece stavolta fa preoccupare i tifosi biancoblù è una certa mancanza di mordente dei propri attuali portabandiera: tra Gordon, Huertas, Slokar e soprattutto Woods, di talento ce ne sarebbe abbastanza per impensierire qualsiasi squadra, è l’atteggiamento che fa storcere il naso ai supporters. Il discorso non è uguale per tutti, questo va detto: i problemi tecnici di Huertas non sono di certo paragonabili alla spocchia mostrata spesso da Woods, tanto per fare un esempio. Comunque sia, è l’insieme che, stavolta, non convince in casa Fortitudo. Il derby, lo si diceva, cambia spesso gli scenari. Stavolta, sinceramente, pochi ci credono.

Categoria: Basket
 

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