Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Battendo Kiev la Virtus s’è finalmente liberata delle liturgie di vigilia, fra timori e angosce. E meno male che una mano l’ha data ieri il Galatasaray vincendo a Oldenburg e regalando al match di stasera la stigmate di spareggio. Non pare proprio un capitolo del manuale di sopravvivenza, per una qualificazione europea, ma ognuno decide per sé, e non sarà poi il caso di piangere se qualcuno vorrà da ora in poi vederci chiaro prima di occupare con calcoli preventivi territori sgombri da dubbi. Intanto almeno questa è andata. Chiacchiere, prima. Sulla gelida situazione Virtus, dove dopo Oldenburg ormai nemmeno il più ottimista negava esistesse un problema: anzi. Quello immediato (qualificazione) è forse stato risolto anche se poi all’orizzonte resta l’idea di puntare al primo posto: chiesto dai Forever Boys a gran voce (e con un comunicato) maggior affetto su programmi e obiettivi europei, agli oltre tremila di Casalecchio non resta che augurarsi buon proseguimento. Applaudono soprattutto Langford e Boykins (stravinto il duello con Penn), al termine dei giochi, di quaranta minuti che segnano la fine di un incubo. Ma per adesso è meglio non pensarci, o rilanciare progetti di mirabolanti colpi come quello da Topkapi contro il Galatasaray. Se viene, tanto meglio, e poi di bello lo sport ha proprio questo: di consentire rimozioni repentine, talora perfino sorprendenti, perché qui si volta pagina in fretta e quella da scrivere si presenta tutta bianca. Bologna estrae subito una gara da urlo, coi primi cinque attacchi quasi tutti utili (8-2) in gran parte firmati Ford, Kiev pensa forse a una serata in pasticceria e incolla 4 minuti orridi che le danno un -8 sul primo pit-stop. Boniciolli ne cambia tre, per quasi 2’ non segna nessuno, lo stesso Boykins si incarta nell’eccesso di dualismo, poi tiene su la truppa (21-12 al 17°). I bianconeri dominano a rimbalzo, corrono ma in 40” con due robe di Bajaramovic vanno sotto. E ci stanno, malgrado gli errori da un centimetro di Drozdov. Kiev sorpassa con la tripla da sette metri di Wright e rimedia un +3 con idee assortite di Markoishvili. Oro zecchino, anche se proprio la fretta di sparare ha fatto scordare che, attaccato in percussione, il bosco bolognese non è poi così oscuro. Ultimo quarto. Con Ford ormai a sedere per falli, serve la zona e due volte Langford strappa, ma dura poco: la Virtus si ritrova vaga e molle una volta arrivata +10 al 33°. Con la zona c’è infatti poca difesa sul pick’n’roll, c‘è Penn che adesso i rigori li imbuca per il -1 del 36°. Finale in volata. Agli ucraini restano solo i falli tattici. Imbuca Langford, sbaglia ma corregge a canestro Terry e sugli ultimi tre, Penn ne mette uno e sbaglia l’appoggio. Finisce di 4, meglio che niente. Mercoledì prossimo, con una coppa da giocare, saremo tutti ancora qua. Sospirone.

Categoria: Calcio
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.