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Appuntamento oggi in Furla, casa della S.G. Fortitudo, per il Consiglio che deve determinare l’appoggio, o meno, al progetto che vede Marco Calamai garante e Dante Anconetani Presidente. Persone serie, il problema è che, a questo mondo, le persone serie sono spesso ostaggio di quelle che lo sono meno. Non sappiamo se questo è il caso, ma dopo anni di diatribe e umiliazioni la Casa Madre vuole vederci chiaro. Ha avuto fiducia in Sacrati e ha sposato il progetto di Romagnoli: due errori, ma, a questo punto, si vuole evitare il classico “non c’è due senza tre”. In S.G. si chiedono una cosa molto semplice: può avere un futuro questa, e sottolineo questa, Fortitudo? Da li si snoda il dialogo tra i Consiglieri designati a decidere. Intanto si tratta di capire chi mette i soldi… Siamo sicuri che Romagnoli abbia tutta questa voglia di mettere centinaia di migliaia di euro, dopo averne persi tanti con Biancoblù, per mantenere la squadra della “Fossa dei Leoni”? Di quei ragazzi che per tre anni gli hanno augurato il peggio? Di quei ragazzi che ora gli dicono: “Hai perso, vergognati, paga e sta zitto!”? Perchè la sostanza è questa: si chiamerà pure Fortitudo, ma sotto mille profili, è la squadra della tifoseria storica, più che mai se i tifosi che avevano sposato il progetto Biancoblù decidessero di non tornare al Palazzo, al fine di evitare, nella migliore delle ipotesi, gli sguardi storti di chi, in questi anni, è stato sulla sponda del fiume ad aspettare il cadavere. Poi non c’è solo Giulio, ci sono anche altri soci e bisogna vedere se hanno ancora voglia, e possibilità, di andare in tasca. Per quale categoria, tra parentesi? La vetrina della Lega due è una cosa, la C regionale è un’altra: quanti lo hanno fatto per il cuore, quanti per il narcisismo? Dicevo, Calamai e Anconetani persone serie, ma anche professionisti che, magari, esigono una retribuzione. Non è reato, ma qual’è? Se prendono, facciamo un esempio, 50000 euro a testa, sono nulla se sei in NBA, una follia se giochi il settimo campionato italiano. La Casa Madre può scegliere se sposare questo progetto o meno, perchè, tanto, non ce ne sono altri: però ha diritto, e direi dovere, questa volta, di vederci chiaro. E, forse, passata l’euforia, anche i più accesi sostenitori della Fortitudo si sono resi conto che questa chiarezza non c’è. Quando cade una dittatura si festeggia, ma poi bisogna governare, e in Italia, 68 anni fa, non fu un passaggio ne facile, ne indolore…

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Categoria: Basket, Sport
 

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