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Da dieci giorni hanno pensato a questo passo, ma in campo l’impegno è stato doppio. Stiamo parlando della messa in mora della società da parte di tutti i giocatori della squadra annunciata oggi da una rappresentanza, cioè dal capitano marco Di Vaio, dal portiere Emiliano Viaviano e dai difensori Vangelis Moras e Daniele Portanova. I giocatori avevano dipinto nei loro volti il dispiacere di un atto duro da digerire per una maglia alla quale sono fortemente attaccati, ma pure per la tifoseria che non li ha mai lasciati soli. Nello stesso momento si è capita la rabbia verso una società, Porcedda e Menarini, riuniti insieme nella frase “ora la loro credibilità è zero”, che fino a questo momento ha riservato loro solo bugie e mancate promesse. In pratica dopo l’invio delle raccomandate devono passare venti giorni dopo i quali gli stessi giocatori potranno, nel caso il pagamento non fosse ancora avvenuto, chiedere di poter essere liberati. Da quel momento passano altre due-tre settimane per la decisione definitiva, dunque verso la fine del mercato di gennaio: “Siamo arrivati a questo passo – ha detto il capitano – dopo esserci confrontati con l’AIC. Abbiamo fatto partire le raccomandate di messa in mora della società firmate da tutti giocatori della squadra. Abbiamo aspettato l’ultimo giorno utile possibile con la speranza che quanto promesso venisse rispettato. Ma ciò non è avvenuto. E’ decisione frutto della delusione verso la società. Ci siamo sentiti presi in giro. Siamo uomini e crediamo di dover essere rispettati. E’ una decisione presa anche perché negli ultimi giorni c’è un gran parlare sulla nuova proprietà. Ma non c’è bisogno di chiacchiere, ma di qualcuno che abbia passione per la società e rispetto di tutti, anche dei tifosi. Ora i tempi stanno scadendo. La società era obbligata a pagare entro novembre le tre mensilità di luglio, agosto e settembre e per questo ci è stata data la penalità. Con la messa in mora si richiede il pagamento delle mensilità dovute fino al giorno della spedizione della lettera, ma noi chiediamo solo le tre mensilità dovute, il resto arriverà a febbraio come da contratto”. Il fatto che siano legati a questa maglia lo dice anche l’attenzione verso il futuro: “qualcuno ci ha fermato dicendoci di non far fallire la società ma l’AIC ci ha detto che non è certo per questo gesto che la società potrebbe rischiare il fallimento. Noi l’abbiamo fatto soprattutto per rispetto di questo gruppo e dare la possibilità a chi vorrà, nel caso si dovesse andare avanti, di ottenere lo svincolo durante il mercato di gennaio. Ci sono ragazzi giovani che magari vengono da fuori che non possono stare 6 mesi senza stipendio. Io e Portanova abbiamo detto a questi che in caso di necessità li avremmo potuti aiutare anche economicamente. Questo non è successo perché a qualcuno di loro la società è riuscita comunque ad anticipare qualcosa. Questo non inficerà però il nostro impegno nelle prossime partite. Lo abbiamo dimostrato a Cesena e con il Chievo, lo stesso sarà con il Milan, a Parma e, nel caso non si trovasse una soluzione societaria, a gennaio”.

Categoria: Calcio
 

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