Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Atterrato a Bologna nella prima mattinata dopo il lungo viaggio dal Brasile all’Italia, il nuovo playmaker della Fortitudo Marcelo Huertas si è subito reso disponibile per incontrare la stampa, venendo così immediatamente presentato. “Sono molto felice di essere qui ed ansioso di cominciare. Nell’ultima settimana in Brasile non riuscivo a pensare ad altro, ed ora che sono arrivato la mia spinta è ancora più forte, non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi già oggi pomeriggio”. Cosa ti ha portato a scegliere l’Italia e la Fortitudo? “Alla fine della scorsa stagione avevo accettato di rimanere a Bilbao, ma Badalona ha pareggiato l’offerta come era in suo diritto da contratto. Sentivo però che non sarei stato felice là, così ho preferito lasciare la Spagna. A quel punto, ho scelto il Campionato Italiano che è l’unico che può reggere il confronto con quello spagnolo, ed un club importante come la Fortitudo. Una scelta maturata anche grazie alla conoscenza di Zoran Savic, avvenuta personalmente l’anno scorso anche se ovviamente conoscevo la sua carriera e la sua serietà professionale ben prima che lui conoscesse me”. Quali sono le tue caratteristiche principali? “Sono un giocatore molto intenso, che va sempre in campo per dare tutto se stesso, ed anche dalla panchina cerco sempre di incitare i compagni. Il mio obiettivo è aiutare i compagni a migliorarsi, per far vincere la squadra. Non importa se si tratta di difendere o di attaccare, bisogna sempre dare il 100% ed è per questo che la Fortitudo mi ha chiamato. So che la Fortitudo viene da due anni difficili, ma insieme speriamo di poter tornare al vertice, dove più le compete. Per quanto mi riguarda, mi sento pronto ad essere il playmaker di questo gruppo, convinto della forza della squadra che sta nascendo”. Conosci già i tuoi compagni di squadra? “In realtà non ho mai giocato insieme a nessuno di loro, ma praticamente li conosco tutti, da Slokar a Woods, a Forte che ricordo fin dai tempi di North Carolina, a Mancinelli. Sono convinto che potremo essere una grande squadra, abbiamo tanto talento e al di là dei singoli il nostro compito sarà quello di riuscire a crescere come squadra con ambizione e positività, dedicandoci completamente al nostro obiettivo e senza preoccuparci della forza delle avversarie, su tutte una Siena rimasta fortissima. Noi però dobbiamo credere fermamente nel nostro lavoro e nel cammino che vogliamo compiere”. Il ruolo del playmaker è cruciale ed ha riservato più dolori che gioie nelle ultime due stagioni… “Spero di poter invertire immediatamente questa tendenza, dando una svolta positiva. Credo di essere cresciuto molto da quando sono arrivato in Europa quattro anni fa, ho avuto la fortuna di giocare per grandi allenatori e con grandi giocatori compiendo dei passi in avanti, trovando maestri preziosi quale ad esempio Elmer Bennett, adesso ho la possibilità di mettere a frutto tutto quello che ho imparato e compiere un passo in più per riportare al vertice la Fortitudo”. Hai già parlato con il coach di quale sarà il tuo ruolo specifico? “Ho incontrato Sakota ad Atene, mentre disputavo il pre-olimpico con la Nazionale, ci siamo conosciuti ma preferendo parlare maggiormente a livello personale che non tecnico, per tutto il resto ora avremo modo di farlo”. Ti aspettano sfide contro playmaker molto forti, da McIntyre a Dickau e Boykins… “Credo di poter essere al loro livello, senza voler dire di essere migliore o uguale a loro, ma di poterli affrontare sì. Del resto nella Liga ACB ho incontrato giocatori del calibro di Calderòn, Sanchez, Lakovic e tanti altri, non credo inferiori. Non credo ci sarà grande differenza nel livello della competizione”. Hai vissuto un anno in America, senza però pensare di rimanervi… “Ero molto giovane quando ho vissuto negli Stati Uniti, avevo appena 17 anni. Ho sfruttato la possibilità di studiare e giocare oltreoceano grazie a mio fratello maggiore che era andato a studiare là, è stata una grande esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con un’altra realtà ed un’altra cultura imparando una nuova lingua, oltre ad un basket diverso. Ma poi ho preferito tornare in Brasile per finire gli studi, rimanendo là per altri tre anni e continuando a giocare, prima di approdare in Europa. Dove ora si è sviluppata la mia carriera, ed ho già deciso di rimanere fino in fondo”. A Bologna ti aspetta il derby con la Virtus di Giovannoni… “Conosco la rivalità che lega le due squadre, Bologna è l’unica città in Italia ad avere questa situazione ed è un bene per tutto il movimento. Conosco l’atmosfera del derby, che ho vissuto con Badalona quando affrontavamo Barcellona e con Bilbao quando incontravamo il Tau, ma in Italia sarà certamente un’esperienza diversa, anche perché questo è il mio primo anno qui. Sarà buffo pensare a Giovannoni come rivale, lo conosco da 13 anni, ha giocato per quattro anni insieme a mio fratello maggiore, e negli ultimi quattro con me in Nazionale. La mia speranza fin da ora è quella di poter vincere tutti i derby che disputeremo, perché so quanto questa gara sia importante per tutti noi e per i tifosi”.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.