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“Il loro recupero – dice l’allenatore Francesco Guidolin, dopo Parma-Bari 1-1, è partito da una palla rubata a centrocampo ad un nostro centrocampista: lì loro hanno creato la prima occasione che ci ha messo i difficoltà ed invece che affrontarla con coraggio, abbiamo abbassato le orecchie. Questo male ce lo porteremo dietro per tanto tempo: questa è la nostra storia, quello che ci portiamo dietro da qualche anno. Per vincere questa malattia forse non basto io e non basta il tempo che ho avuto a disposizione, perché questo è un qualcosa che ha a che fare con la testa e ci vogliono dei progressi continui che facciano sedimentare una sorta di sicurezza che consenta alla squadra di non avere sbalzi di umore. Noi svolgiamo una mole di lavoro intensissima, finiamo le partite stremati e non riusciamo, ultimamente, a vincerle, nonostante la squadra lavori, si proponga ed offra, almeno sul piano dell’impegno, un’immagine molto positiva. Per vincere una partita dobbiamo creare 7/8 occasioni da gol, battere 10/15 calci d’angolo, senza concedere niente agli altri, perché facendo un solo gol, questo non basta. Non sono deluso anzi, ero più deluso dopo il primo tempo di Piacenza, nel quale non abbiamo assolutamente giocato. Il sorpasso non è riuscito, ma continuiamo ad inseguire…”

Francesco Guidolin, calcio e solidarietà vanno spesso d’accordo…

“Visto che le cose stanno andando bene con i nostri appelli ed il nostro impegno, anch’io invito tutti ad inviare un sms al numero 48544 che si trasformerà in 2 euro per la ricerca sul cancro e siccome chi l’ha già fatto ha fatto in modo che questa somma sia diventata importante, vale la pena sfruttare fino all’ultimo ogni nostro appello. E’ importante che ci sia questo movimento, sappiamo che le proposte che lanciamo possono venire raccolte, avendo una cassa di risonanza enorme, quindi ci costa poco impegnarci a lanciare un messaggio per chi sta peggio di noi e lo facciamo volentieri.”

Il risultato va un po’ stretto al Parma?

“Abbiamo profuso tanto gioco, abbiamo trovato una squadra vivacissima, che secondo me ha fatto meglio di noi nell’ultimo quarto d’ora della prima parte di gara, per il resto abbiamo comandato noi, ma non siamo riusciti a doppiare il gol che avevamo fatto inizialmente. Credo che la squadra abbia buttato fuori tutto quello che aveva, ha finito stanchissima, ma noi, per creare una situazione da gol, dobbiamo fare un lavoro enorme. Questa sera, verso la fine, quando avevamo il sopravvento sull’avversario che pensava solo a difendersi, non abbiamo avuto la brillantezza e la lucidità per segnare il secondo gol.”

E così non è riuscita l’operazione sorpasso…

“Abbiamo iniziato la partita benissimo, eravamo più aggressivi del Bari, li abbiamo intimiditi, creato subito tante occasioni, messi nella loro metà campo, sapendo che potevano partire in contropiede, e siamo andati meritatamente in vantaggio. Il Bari, nell’ultima parte del primo tempo, ha poi dimostrato di essere una squadra velocissima, vivacissima e con grande temperamento. In quel momento il pari era meritato perché aveva già creato situazioni difficili per noi da gestire. Invece, il secondo tempo è stato tutto nostro, il Bari aveva speso molto è cercava di colpire solo in contropiede, mentre noi siamo diventati via via troppo macchinosi e, pur creando molto, non siamo riusciti ad essere pericolosi e ad arrivare al secondo gol.
Penso che noi svolgiamo una mole di lavoro intensissima, finiamo le partite stremati e non riusciamo, ultimamente, a vincerle, nonostante la squadra lavori, si proponga ed offra, almeno sul piano dell’impegno, un’immagine molto positiva. In questa categoria, come in serie A, basta una giocata, un colpo, un po’ di cinismo in più per vincere le gare. Noi facciamo fatica: per vincere una partita dobbiamo creare 7/8 occasioni da gol, battere 10/15 calci d’angolo, senza conceder niente agli altri, perché facendo un gol, questo non basta. Non sono deluso anzi, ero più deluso dopo il primo tempo di Piacenza, nel quale non abbiamo assolutamente giocato. Il sorpasso non è riuscito, continuiamo ad inseguire.”

Il pareggio va bene?

“Nel primo tempo sì, nel secondo meritavamo qualcosa in più noi, almeno perché abbiamo tentato di fare la partita, mentre il Bari ha pensato solo a difendersi e a fare il contropiede, con un calcio molto sparagnino, tentando di beccarci fuori posizione.”

Dopo l’uscita di Pisanu ha impostato un centrocampo a tre…

“Quando avevamo il centrocampo con Budel, Mariga e Morrone, di sicuro non avevamo una grande fantasia però avevamo volume. Quando avevamo il centrocampo con Leon, Budel, Morrone e Pisanu avevamo sicuramente fantasia e vivacità ed infatti i primi 20 minuti sono stati molto belli. E’ come una coperta che si accorcia o si allunga, perché se faccio determinate scelte privilegio determinate cose, se ne faccio altre do la priorità ad altro.
Il Bari non spingeva, però si capiva che se avessimo lasciato un pallone vagante a centrocampo avrebbe potuto trasformarsi in un contropiede di quelli inarrestabili, perché hanno dei giocatori velocissimi. Avevo già fatto entrare Reginaldo, quindi un altro attaccante c’era già e ho badato più all’equilibrio. Paloschi come Paponi sono centravanti e con il loro ingresso in campo avremmo magari intasato la situazione e non saprei dire se avremmo tirato fuori la giocata giusta. Quello che dobbiamo ricercare, intorno all’attaccante centrale, è vivacità, sveltezza, individualità e spunto per mettere in difficoltà le difese avversarie e, con gli inserimenti degli altri, arrivare al cross o alle conclusioni. Questo un po’ ci manca, sto provando diverse soluzioni.”

Dopo alcuni mesi difficili oggi è tornato titolare Falcone: come mai questa scelta?

“Ho fatto questa scelta perché Giulio lo conosco per la sua professionalità e la sua capacità di prepararsi da solo. Sono 40 giorni che lavoriamo insieme, l’ho utilizzato in tutte le amichevole e mi serviva un difensore svelto perché sul centro sinistra avevano un ragazzo svelto, Kamata. Insomma,ho fatto questa scelta anche guardando lo schieramento avversario.”

Ancora una volta la squadra si è fatta recuperare e non ha gestito bene il vantaggio…

“Questo male ce lo porteremo dietro per tanto tempo. Tutto è partito da una palla rubata a centrocampo ad un nostro centrocampista: lì il Bari ha creato la prima occasione che ci ha messo i difficoltà ed invece che affrontarla con coraggio, abbiamo abbassato le orecchie. Questa è la nostra storia, quello che ci portiamo dietro da qualche anno. Per vincere questa malattia forse non basto io e non basta il tempo che ho avuto a disposizione, perché questo è qualcosa che ha a che fare con la testa e ci vogliono dei progressi continui che facciano sedimentare una sorta di sicurezza che consenta alla squadra di non avere sbalzi di umore.”

Categoria: Basket
 

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