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“L’unica cosa che mi interessa è la nostra vittoria – dice Francesco Guidolin, alla vigilia di Ancona-Parma, anticipo della terza giornata di campionato – perché vincere in trasferta mi piace molto e un po’ mi manca, anche perché la vittoria esterna manca da qualche turno. Ci proveremo ad Ancona, come ci abbiamo sempre provato, speriamo di essere più efficaci delle ultime occasioni e di essere più incisivi, di creare più palle gol, di essere più determinati e di essere possibilmente in grado di fare la partita. Non ho convocato per domani Cristiano Lucarelli perché non si è comportato in maniera bella nei miei confronti e nei confronti della squadra durante l’allenamento, quindi ho deciso di lasciarlo a casa. Stavamo facendo delle prove di calci da fermo, in quelle successive lui sapeva che avrebbe dovuto partecipare e invece ha abbandonato il campo. Non me ne sono accorto altrimenti l’avrei bloccato perché è una cosa che proprio non sopporto e tra l’altro, non mi è mai successa in vent’anni di carriera.”

Francesco Guidolin, la vittoria esterna manca già da qualche tempo…
“E’ vero, la vittoria esterna manca da qualche turno. Ci proveremo domani, come ci abbiamo sempre provato, speriamo di essere più efficaci delle ultime occasioni, speriamo di essere più incisivi, di creare più palle gol, di essere più determinati e di essere possibilmente in grado di fare la partita.”

Troverete un ambiente molto teso, viste le ultime vicende societarie dell’Ancona…
“No, domani troveremo tutto a posto: c’è la partita, la televisione, in più ho letto che le cose che sembravano motivo di stress in casa Ancona sono già state messe a posto. Troveremo il clima da battaglia che abbiamo sempre trovato fuori casa, perché è così e basta. Davanti a noi ci sarà una squadra che considero veloce ed aggressiva, brava nelle ripartenze, e come sempre sarà per noi dura e dovremo farci trovare pronti. Non avremo nessuno tipo di vantaggio o svantaggio extracalcistico.”

Domani dovrà fare a meno di Zenoni squalificato: ha già scelto il sostituto?
“Ho provato soprattutto Castellini a destra e Antonelli a sinistra, ma non ho ancora deciso, le prove che ho fatto, comunque, sono più verso questa scelta.”

L’assetto tattico visto in casa con l’Albinoleffe potrebbe essere utilizzato anche in una trasferta come quella di domani?
“Sì, potrebbe essere.”

Ha recuperato Reginaldo?
“No, ha lavorato ancora a parte. Volevo dire una cosa importante e preferisco parlarne direttamente io per fare in modo che non venga interpretata in modo diverso la cosa: non ho convocato per domani Cristiano Lucarelli perché non si è comportato in maniera bella nei miei confronti e nei confronti della squadra durante l’allenamento, quindi lo lascio a casa.”

Questo è successo oggi?
“Sì.”

Ci può spiegare come sono andate le cose?
“Stavamo facendo delle prove di calci da fermo, in quelle successive lui sapeva che avrebbe dovuto partecipare e invece ha abbandonato il campo. Non me ne sono accorto altrimenti l’avrei bloccato perché è una cosa che proprio non sopporto e tra l’altro, non mi è mai successa in vent’anni di carriera.”

Non è strano che questo sia successo due giorni dopo che Lucarelli ha rifiutato di andare via?
“Non lo so, questo dovreste chiederlo a lui: io valuto solo quello che è successo e siccome c’è qualcosa che va al di là di certi valori, l’educazione, il rispetto di certe regole e delle persone. Io queste cose non le tollero.”

Come è stato in settimana lo spogliatoio?
“Tutto tranquillo”

Hanno accettato bene il fatto che Lucarelli sia restato?
“Penso proprio di sì, martedì abbiamo fatto un bellissimo allenamento a Noceto e tutto è andato per il verso giusto.”

Ha scombussolato questo atteggiamento di Lucarelli?
“Io non so niente, stavo lavorando ed a un certo punto non l’ho più visto, ho deciso di lasciarlo a casa e non l’ho più rivisto.”

Quindi non c’è ancora stato un chiarimento?
“Con me no, anche perché non ne avevo proprio voglia oggi. C’era solo da prendere questa decisione e l’ho presa.”

Pensa che ci siano state incomprensioni in allenamento tra lei ed il calciatore?
“Non credo proprio.”

A mercato chiuso, le distrazioni e le pressioni che nel mese di gennaio si sono fatte sentire su qualche giocatore dovrebbero essere passate: questo è un vantaggio per lei?
“Sì, sicuramente, ma devo essere sincero: tante tensioni io non le ho viste neanche durante il mercato all’interno di questo spogliatoio, poi qualcuno di voi mi ha portato al ragionamento che qualche ragazzo, magari speranzoso di qualche richiesta o perché temeva di essere ceduto, forse ha risentito del periodo di mercato. L’armonia e la sintonia del gruppo, comunque, è sempre stata positiva, e per questo penso che alla fine non cambi molto. Ora fino a giugno non si cambia più.”

Sono a disposizione tutti e tre i nuovi arrivati?
“Sì, Ginestra penso si accomoderà già da domani in panchina e sono disponibili sia D’Agostino che Manzoni. Pegolo invece, rimane a casa, Pavarini è recuperato.”

E’ contento dei nuovi acquisti? Pensa che adesso l’organico sia più completo?
“Devo conoscerli meglio tutti, ancora sono in fase di conoscenza di Vantaggiato e Lunardini, che comunque mi hanno fatto un’ottima impressione, spero sia lo stesso con questi nuovi arrivati. Devo avere il tempo per conoscerli.”

Da quello che ha potuto vedere, in che ruolo potrebbero giocare D’Agostino e Manzoni?
“Sono due trequartisti larghi, da tridente, diciamo per un gioco con una punta centrale e due larghi sulle fasce. forse Manzoni è dei due più un centrocampista e potrebbe ricoprire il ruolo di mezzala nel centrocampo a cinque. Però, ripeto, magari tra dieci giorni capisco che in realtà è esattamente il contrario. Ma non credo di sbagliarmi molto.”

Visto il breve minutaggio che ha fatto nel girone d’andata, si può dire che anche Pisanu è un nuovo acquisto per la squadra?
“Sì, nel senso che se non gli succede più nulla dal punto di vista fisico, e mi auguro proprio di no, questo ragazzo mi piace, l’ho conosciuto, c’è voluto il suo tempo, ma credo che ci possa essere utile.”

Il suo impiego rispetto a sabato scorso può aumentare in minuti di gioco?
“Sì, sabato fargli fare l’intera gara sarebbe stato troppo rischioso, anche se lui avesse giocato benissimo e io avessi preso i fischi per la sostituzione, più di un’ora non avrebbe potuto fare.”

Sabato c’è Brescia-Bari: spera in un pareggio?
“L’unica cosa che mi interessa è la nostra vittoria, perché vincere in trasferta mi piace molto e un po’ mi manca.”

Avete preparato una partita di attesa o di attacco?
“Questo non lo posso dire perché svelerei tutti i miei piani. A me piacciono le squadre che se la giocano, poi ci vuole la forza morale interiore, le capacità ma soprattutto la mentalità per provarci.”

Rispetto all’andata che fu una partita a senso unico sono cambiate molte cose sia nel Parma che nell’Ancona…
“A questa domanda non posso neanche rispondere nel senso che non c’ero e questa realtà era lontana dai miei pensieri. Forse allora fu la prima vittoria netta che ha fatto pensare a tutti che questa stagione sarebbe stata una passeggiata, però chi a pensato a questo dopo poco ha dovuto ricredersi. A distanza di un girone, l’unica cosa che si può dire che questo è un campionato difficile e va preso per quello che è senza pensare che un nome, un passato, oppure la gloria di un club possa incidere sull’andamento del campionato. Incide solo quello che si fa sul campo.”

Secondo lei, c’è una squadra che lotta per la promozione che si è ulteriormente rinforzata in questa sessione di mercato?
“Il Bari, soprattutto con gli acquisti di Lanzafame e Guberti, perché dà ricambi ai giocatori di fascia che nel bari spendono di più. Con questi ricambi, a mio parere, possono tenere il ritmo alto che hanno fino alla fine. Una delle poche incertezze che può avere il Bari è quella di tenere fino alla fine questi ritmi; se risolve questo problema, è la prima squadra che va in serie A.”

Uno dei due posti diretti per la promozione quindi è già assegnato?
“Ho detto diversi “se”…”

Vede invece qualche squadra in difficoltà delle papabili alla serie A?
“Parliamo in bene, fatemi pensare al Parma.”

Categoria: Calcio
 

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