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E’ arrivato con un atteggiamento un po’ aggressivo, in realtà, sotto la maschera c’era la richiesta di aiuto da parte di una persona che solo dopo un mese si è accorto di essere approdato in un ambiente molto più difficile di quello che pensava. Così Albano Guaraldi si è presentato questo pomeriggio davanti ai cancelli di Casteldebole dopo aver parlato con la squadra e con Malesani, dopo aver guardato da bordo campo l’allenamento assieme al dottor Sisca. Un Guaraldi che ha chiesto aiuto a tutti, dalla stampa a tutto l’ambiente. Ha messo soldi nel Bologna nel momento più difficile, quando con il no di Cazzola erano tanti i soci che non avrebbero voluto aumentare il proprio capitale nel Bologna. Da quel giorno la squadra ha cominciato una china negativa e per lui e per il vice Setti i diminutivi di Nanetti, briscolini, piccoli soci, dilettanti allo sbaraglio si sono sprecati. E il mancato riconoscimento di questo impegno ha sicuramente diminuito molto le motivazioni. Probabilmente si aspettavano lo stesso entusiasmo dell’ingresso di Zanetti o di quello di Cazzola. Così non è stato, del resto dopo tante delusioni era difficile che si potesse nuovamente esaltare il primo arrivato. Sfortunatamente sono mancati i risultati, l’unica cosa positiva che aveva caratterizzato la stagione. Lui non si deve deprimere, la stampa non può stare in silenzio in un momento così delicato. Bisogna solamente che ognuno faccia il proprio mestiere senza la volontà di denigrare qualcuno solo perché non ha la stessa esperienza di chi lo ha preceduto. Nello stesso momento squadra e società non possono prendersi l’alibi delle critiche o dei nomignoli per allontanarsi da una stampa che troppo male non ha mai fatto e che troppo cattiva con la società non è mai stata. Del resto ognuno fa il proprio mestiere. Possiamo dire che l’ennesimo rinvio delle decisioni su tecnico e direttore sportivo sembra essere il modo più pratico per scaricarli entrambi, una decisione che potrebbe essere annunciata se effettivamente sembra essere già presa. Si farebbe chiarezza anche sui motivi che hanno portato lo stesso allenatore a prendere decisioni talmente strane da non essere capito quasi da nessuno. Parlare chiaro non vuole dire voler male al Bologna, perché nessuno tifa per un Bologna retrocesso, anzi tutti lavorano per il contrario, senza, però, negare l’evidenza della realtà.

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