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Una Fortitudo tutto cuore e intensità sconfigge 73-61 la Benetton Treviso con un ultimo quarto da 1000 e una notte, ritrovando quell’intensità difensiva che aveva clamorosamente perso nelle ultime 2 trasferte di Biella e Siena, e aggrappandosi per tutto il secondo tempo a un Jamont Gordon assolutamente inarrestabile, tecnicamente e fisicamente.

LA CRONACA. La GMAC Real Estate IPG, già ampiamente decimata da infortuni e tagli, si presenta al via senza Qyntel Woods, fino ad ora suo principale terminale offensivo, ufficialmente assente per problemi alla schiena, poi confermati dal coach in conferenza post-partita. Dall’altra parte, sempre assente Wood, Treviso presenta la squadra che la ha portata fino ad ora a essere al secondo posto in regular season.
La scelta di Sakota per sostituire Woods pare cadere su Mancinelli, in campo da ala piccola al via, posizione che terrà per tutti i primi 2 quarti. Lo starting five biancoblù è composto da Huertas, Gordon, Mancinelli Cittadini e Achara, Treviso risponde con Dixon, Neal, Soragna, Renzi e Wallace.
La Fortitudo dimostra per tutto il primo periodo una grande determinazione, e rimane ancorata alla partita grazie alla difesa: nessun canestro da 2 concesso (i primi 18 di Treviso tutti dall’arco), 5 stoppate di Achara nei primi 10 minuti, e il primo quarto finisce sul 12-12, con un desolante 8/31 dal campo totale.
Il secondo inizia nel medesimo modo, ma Treviso prova a scappare: parziale di 10-0, con 8 consecutivi di Rancik (sarà poi anonimo nel resto del match), ma Bologna, grazie al duo Slokar-Lamma, e a una costante applicazione difensiva di tutto il quintetto, riesce a chiudere il periodo 26-26. Due dati sono anomali: Treviso mai in lunetta, e Bologna avanti in valutazione per 44-16, con l’impressione di essere maggiormente in partita dal punto di vista dell’intensità.
Il terzo quarto vede uno splendido duello a distanza tra Wallace e Gordon, ripetutamente a segno da vicino e lontano: 10 per il trevigiano, 9 per il biancoblù fino al 43-47 del 30° minuto.
Nell’ultimo periodo avviene la metamorfosi dei padroni di casa; la Fortitudo, fin lì macchinosa e con poche idee in attacco, si trasforma, inizialmente affidandosi quasi esclusivamente a Gordon, e poi trovando anche la tanto attesa spinta di Huertas, uno degli elementi maggiormente attesi oggi. Sakota cambia stategia, gioca con i 3 piccoli (Lamma oltre ai 2 già citati), e riutilizza Mancinelli da numero 4.
Treviso prova a rimanere a contatto grazie a Neal fino al -6 del 37′ ma Bologna, grazie ad un’ottima fluidità offensiva e a un Gordon strabiliante non si spaventa, e chiude la contesa con un 73-61 importante anche per il tema differenza canestri.

QUINTETTO BASE: Huertas, Gordon, Neal, Slokar, Wallace

MVP. Jamont Gordon: 1 punto per lui all’intervallo, con 0/3 dal campo, chiude con 23 e 10-14 totali, frutto di un secondo tempo che rasenta la perfezione per percentuali di tiro, carisma e intensità trasmessa su tutto il perimetro di gioco.

L’UOMO CHIAVE. Huertas: dopo un inizio tentennante, nei secondi 20 minuti ha fatto vedere al Paladozza perché è stato MVP della Liga ACB lo scorso anno.

IL DATO STATISTICO. I rimbalzi catturati, +12 per Bologna, hanno permesso alla Foritudo di rimanere attaccata a Treviso che, nei primi 30′, dava l’impressione di poter scappare.

Categoria: Basket
 

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