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Se le edizioni precedenti non v’erano piaciute, accomodatevi, guardate Woods, o se preferite Huertas o Gordon, e rilassatevi. Si ricomincia con la vittoria (97-101 senza Barron acciaccato) nell’amichevole di Montebelluna contro la Benetton, partita che per 40′ ha spazzato via tutto il chiacchiericcio sull’indole di Qyntel o se non bastasse su quel Marcelo (miglior play del campionato spagnolo) per tanti troppo giovane per essere affidabile come titolare in regia. Idem sugli americani: troppi, rischiosi da amalgamare in spogliatoio, per di più con un 21enne rookie come Jamont che ieri sera invece ha tirato su dal nulla una prestazione personale grandiosa e in crescendo fatta di 25 punti con 4/5 da due, 3/6 da tre, 8/9 ai liberi.
Anche il coach, pur prudente trattandosi di un’amichevole, ha commentato positivamente la prestazione. «Abbiamo supplito con il talento ad alcune lacune organizzative» ha spiegato Sakota. «Il problema di base è che non abbiamo mai giocato un allenamento cinque contro cinque, mancandoci spesso dei giocatori, soprattutto nel reparto lunghi. Abbiamo così potenziato l’attacco e il lavoro sul perimetro, mentre la Benetton è stata più capace nel schierare la difesa e farci soffrire talvolta anche in attacco. Ora torniamo a lavorare, anche se dovremo aspettare non poco il ritorno di Mancio, Citta e Achara, e Barron che sta recuperando ». La squadra avrà anche peccato qua e là facendosi rimontare nel finale il +11 conquistato, fino a una serie di falli sistematici a 14″ dal gong. Ma nel complesso ha garbato, girando come una trottola, mostrando guizzi di classe, vampate di energia, e schemi preparati e perfettamente realizzati. E ciò che accontenta di più sta nell’aver visto, o meglio intravisto a primo impatto, un gruppo di ragazzi a cui piace passarsi palla, noi abituati ad attaccarci alla canotta di Mancinelli o di Forte per una vittoria sulla sirena. Così riscoprire anche un Malaventura fa scalpore. Perché dell’ex Napoli se n’è parlato poco finora, ma non ha saltato l’appello nemmeno ieri, dopo i 20 punti di Reggio.
E accanto a lui, è arrivata come un missile la presenza in campo di Woods, alla sua prima, dimenticato il «mal di schiena», motivo ufficiale del suo forfait con Reggio. Nel primo quarto è l’unico in doppia cifra (10 punti): schiaccia, salta, è il boss anche dai tre punti (5/8). Infine, va spesa una parola anche per Huertas e Gordon. L’italo-brasiliano è l’antitesi del play a cui finora c’eravamo, malamente, adeguati: non spinge forzatamente, non è avido di punti, ma di passaggi. Ha talento, e quando penetra si ferma spesso per scaricare palle giocabili e sublimi ai compagni. E quando vuole, segna da tre, come nel terzo quarto. Gordon c’ha messo un po’ ad entrare in partita ma è uno di quelli che si sbuccia le ginocchia pur di recuperare un rimbalzo. Un mastino insomma, che sa anche segnare con la sua strapotenza fisica.

Categoria: Calcio
 

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