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Finalmente per la Fortitudo si conclude il girone di andata più difficoltoso della sua storia: peccato però che si concluda con l’ennesimo tonfo casalingo, subito da una Bancatercas Teramo giunta a Bologna a giocare una partita onesta, in cui ha messo in mostra un gioco ordinato e soprattutto una grande tranquillità, caratteristica che le ha permesso di non perdere la testa quanto era andata a -6 a pochissimi minuti dalla fine.

LA GARA.
Per chi aveva qualche dubbio sull’iniziativa della Fossa dei Leoni, che aveva invitato tutti i sostenitori a disertare la partita, la risposta è stata sconcertante, almeno dal punto di vista coreografico: curva sguarnita e facce totalmente smarrite, sia per i giocatori, che per tutto il pubblico presente.
Bologna al via priva solamente di Lamma e Slokar, ed è già un bell’andare per Pancotto che presenta per la terza uscita consecutiva la stessa squadra, e può sperare nel portare avanti quella crescita di rendimento palesata a Caserta e Valencia, evidente dal punto di vista dell’amalgama, ma non sufficiente per portare a casa i fatidici 2 punti.

Teramo presenta la zona sin dal primo possesso offensivo Gmac, e non ha nessun problema a comandare la partita sin dall’inizio con vantaggi subito consistenti: 7-17 al 5′, 14-25 alla sirena, con 10 di Brown e 8 di Moss. Il quarto si conclude con un indicativo 42-7 nella valutazione, ed una caterva di fischi all’indirizzo di Woods, ormai un nemico per i tifosi qui al Paladozza.
Nel secondo quarto si vede un po’ di Fortitudo: subito un 7-0, poi un altro parziale propiziato dal duo Mancinelli-Fucka, oggi pericolosi dalla lunga distanza. Il pubblico si sveglia, Bologna mette la testa avanti sul 35-34, ed il tempo si chiude con un canestro di Piazza che sbeffeggia Huertas sulla sirena: 41-43.

Nel terzo periodo Pancotto riprova la carta Woods: dopo però soli 4 minuti di non gioco, il coach è obbligato (pubblico inviperito con il colored, che offre a onor della cronaca una prestazione insufficiente) a ripresentare la squadra che aveva fatto meglio nel precedente quarto. Al trentesimo siamo 52-55, e sinceramente non possiamo dire che il basket espresso sia stato di alto livello.
Nell’ultimo periodo succede tutto e il contrario di tutto: buona partenza Gmac, che con un 9-0 si porta al massimo vantaggio, 61-55. Qui però finisce inspiegabilmente la spinta dei padroni di casa che subiscono un esagerato parziale di 17-1, fino al 62-72 del minuto 37, a causa di 5 minuti di attacchi irrazionali, accompagnati dalla solita difesa molle. Le ultime azioni servono solo ad arrotondare i bottini, sino al 69-76 finale.

QUINTETTO BASE. Gordon, Carrol, Moss, Brown, Mancinelli.

MVP. Moss, 8/12 dal campo, 18 punti e tanta intensità al cospetto dei suoi avversari. Tutte le volte che ha spinto ha trovato il canestro con facilità.

IL DATO STATISTICO. 38% da 2 punti, 33% da tre punti, 67% nei liberi. Purtroppo sono cifre da retrocessione, e sono anche lo specchio del non gioco offensivo biancoblù.

LA CHIAVE. -17 il plus minus di Huertas, +12 quello di Gordon, oggi decisamente meglio del brasiliano, in difficoltà contro tutti in difesa, smarrito e poco incisivo in attacco.

Categoria: Basket
 

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