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La voglia e l’espressione mentre entra nell’arena per un allenamento sono quelle di sempre, quelle di uno juniores che non trascura nemmeno un dettaglio per diventare un campione. Invece, Gregor Fucka (nella foto, premiato al ritorno al PalaDozza l’anno scorso con Roma) campione lo è ormai da oltre un decennio ai livelli più alti in Europa, ha vinto tutto con i club sia in Italia che in Spagna, ed è stato tra i grandi protagonisti che hanno riportato ad essere vincente la Nazionale Italiana. Vederlo arrivare due volte al giorno, a fine estate, per allenarsi negli orari liberi del PalaDozza, faceva davvero riaffiorare i ricordi. E quando poi ha cominciato ad allenarsi con la squadra biancoblù, pur senza pensarci troppo su almeno inizialmente, ha fatto venire l’acquolina in bocca. A lui e la Fortitudo, fino a far convergere nuovamente le proprie strade. Gregor, ora si può dire: sei di nuovo un giocatore della Fortitudo… “E’ sempre bello tornare praticamente a casa, perché qui ho disputato più anni che in qualsiasi altro club, addirittura cinque stagioni, ed il fatto di tornare in Fortitudo adesso significa per me una grandissima emozione. Sono molto felice di avere trovato la squadra e la fiducia dell’allenatore che mi vuole qui, per me questa è sempre la cosa più importante, ma il fatto che questa squadra coincida proprio con la Fortitudo mi fa essere ancora molto più felice, non vedo l’ora di cominciare e di dare il mio contributo alla squadra”. In estate hai rifiutato delle offerte, sia in Italia che in Europa, a costo di restare fermo. “Avevo delle richieste, sì, qualcuna importante anche se magari non importantissima, ho sempre avuto il desiderio di continuare a giocare ad alto livello, in una squadra che potesse combattere per qualcosa, come credo che la Fortitudo continuerà a fare sia in Italia che in Europa. Non ho mai pensato di non trovare la squadra giusta, credo invece che un giocatore debba sempre avere l’ambizione di cercare il meglio, di andare sempre avanti. E’ con questo spirito che ho aspettato, ero convinto di trovare la squadra giusta anche se all’inizio non potevo immaginare che sarebbe stata proprio la Fortitudo, sono felicissimo”. Che Fortitudo ritrovi, oggi? “Credo che Zoran Savic non sarebbe tornato, se non avesse avuto le possibilità di costruire una grande squadra. E’ per questo fine che la squadra è stata costruita e sicuramente vuole lottare per vincere quanto più possibile, nulla è ancora precluso ed io ci credo assolutamente. Così come sono convinto che la classifica attuale non rispecchi affatto le potenzialità di questa squadra, che merita di salire molto più in alto. Cercherò di dare tutto quello che servirà alla squadra e al coach per il nostro obiettivo comune, che è sempre la cosa più importante”. La strada, per te, ha sempre avuto un’unica direzione. “Con la voglia e con l’allenamento si può sempre fare tanto, l’importante è lavorare sempre al massimo per cercare di restare sempre ad alto livello e darsi delle sfide continue. Poi, non sarò proprio uno juniores come dice Zoran, ma la voglia e lo spirito sono quelli, con un po’ d’esperienza in più da mettere al servizio della squadra”. Ti senti pronto ad avere un impatto immediato sulla Effe? “Lo spero, mi sono allenato tanto quest’estate, tantissimo. Dapprima da solo e quindi con la Fortitudo, ho lavorato giorno per giorno con l’obiettivo e l’ambizione di farmi trovare pronto il giorno che sarei tornato in campo e adesso voglio esserlo”.

Categoria: Calcio
 

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