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«POSSO dirlo? Allenare la Fortitudo è stata una bella botta di culo. Ho lavorato cinque settimane, m’hanno pagato due anni fino all’ultima lira, nessuno m’aveva mai retribuito così bene». Già, e ci fu pure quella strampalata invenzione di Martinelli di fare causa ‘per bestemmia’ che non procurò al club alcuno sconto. «Era una cosa chiaramente strumentale, senza diritti: e infatti, in ambito processuale, vennero fuori tutti gli errori commessi da loro in fase di procedura giuridica». Fabrizio Frates ritrova un incrocio con Basket City in giorni agitati: qui è tutto sottosopra, in un week-end dentro il quale il calendario ha combinato incontri curiosi. La Virtus va a Caserta contro la squadra di un ex coach Fortitudo, mentre all’Aquila, appena approdato, Cesare Pancotto sfiderà domenica Zare Markovski, apripista della «separazione forzatamente consensuale» dalla Virtus. Mettendoci dentro pure Matteo Boniciolli, altro scalpo della Effe, l’unico che con Bologna non ha avuto problemi è Pancotto: troppo fresco di nomina per essere già in odor di trombatura, in un club dal grilletto facile. Ne sa qualcosa Frates, cacciato nel novembre 2006, per via di un 3-8 tra vinte e perse in Italia ed Europa. Oggi, s’è dissolto pure l’astio, per quella lontana vicenda. Fa più male la fresca e brutta sconfitta casalinga nel recupero di mercoledì con Pesaro, aspettando domani sera la Virtus bella carica di questi tempi, e pure completa, fugate per ora le ansie sul ginocchio di Arnold, mentre per Blizzard sta bussando Pesaro. «Noi invece siamo messi talmente male che paradossalmente sarebbe stato peggio trovare Udine, Ferrara o Rieti, le nostre rivali di classifica. Con la Virtus possiamo perdere anche al completo e magari giocando la miglior gara dell’anno. Facciamo due campionati diversi». Invitta la Fortezza con Boniciolli, sette su sette, Frates dice la sua sugli aggiustamenti che hanno partorito la striscia: Boykins al fianco di un portatore di palla, Ford da ala forte, Chiacig centro titolare, Langford sesto uomo. «Sono scelte logiche, sfruttando al meglio le caratteristiche dei giocatori. E’ evidente che se Boykins non fa cento palleggi ma fa viaggiare la palla, ne guadagnano tutti. Ford ha l’atletismo per essere un 4 d’alto livello, quanto a Langford bravo lui ad accettare il ruolo, ma è indubbio che l’uscita di scena di Blizzard ha portato vantaggi a tutti. A volte le tante alternative peggiorano la situazione, anziché migliorarla. Poi, l’entusiasmo porta vittorie. E, rispetto a prima, hanno un gioco meno mirato su situazioni disegnate ad hoc per i singoli. Cioè, meno obiettivi specifici, ma una maggior distribuzione di pani e pesci per tutti. All’interno dei giochi si creano situazioni di continuo, ovviamente puoi permettertelo quando hai a disposizione grandi giocatori come quelli della Virtus». Frates invece dovrà ancora, in vista di domani sera (diretta Sky, ore 21), fare la conta di quanti ne avrà, tra rotti, non pronti e non pervenuti, come Foster. «Diaz è scavigliato, e l’aspetto per il 4 gennaio, Jenkins s’è presentato fermo da sei mesi: ha nelle gambe 12 minuti, neanche consecutivi. Di fatto giochiamo senza le guardie titolari. Poi capita che Larranaga e Di Bella fanno grandi partite, ma non possiamo chieder loro di elevarsi a protagonisti, tantomeno per 40’». Manca il fondo, alla Juve, la peggiore di tutta la A, per rimbalzi ed assist. «Abbiamo scelto di non avere il centrone, preferendo mezzi lunghi, giocatori di posizione e non verticali. Dobbiamo sopperire di squadra, Poster è ora che ci aiuti perché tutti hanno ali piccole da 4-5 rimbalzi e lui ce ne porta 2».

Categoria: Basket
 

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