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Disastro, sciagura, catastrofe, calamità, cataclisma, tragedia. Scegliete voi quali di questi sinonimi calza meglio alla corrente stagione della Fortitudo. D’accordo che simili termini andrebbero usati in occasione di eventi ben più gravi di un partita di basket: è però ugualmente vero che, considerando che in ballo ci sono anche interessi economici non indifferenti (leggasi Parco delle Stelle e non solo), ecco che la cosa prende una piega un po’ diversa. Quindi, assodato che si tratta di una stagione davvero sciagurata, la domanda successiva da porsi è: siamo forse di fronte al frutto della casualità, oppure ciò che sta succedendo era preventivabile e, quindi, evitabile? Purtroppo, è vera la seconda ipotesi: ciò che sta accadendo era del tutto ipotizzabile. Non parliamo, tanto per fare un esempio, di una squadra zeppa di giocatori super che, per qualche strana ragione, rendono molto meno del previsto: viceversa, caso per caso, ogni disastrosa situazione tecnico-tattica che sta scoppiando in questa annata non solo era immaginabile, ma rispecchia abbastanza fedelmente ciò che i giocatori in questione hanno fatto sinora nella loro carriera. Qualche esempio? Il nodo playmaker, costantemente fallito dalla Fortitudo negli ultimi 3 anni. Si è passati da Edney a Jenkins, ed ora a Huertas: passaporto italiano, certo, ma poco altro, in verità. Con la grande aggravante di un contratto quasi principesco, del tutto lontano non solo dall’effettivo rendimento del giocatore ma anche da quello in un pari ruolo straniero, molto più redditizio dal punto di vista tecnico. Si è detto più volte che Marcelinho è stato eletto solo pochi mesi fa il miglior play del campionato spagnolo: ebbene, qualcuno si è preso la briga di andare a vedere cosa aveva combinato Huertas nei 3 anni precedenti, sempre nel torneo iberico? Se qualcuno avesse controllato, avrebbe scoperto che il play aveva giocato, in quelle tre stagioni, esattamente come quest’anno in biancoblù: cioè così così. E ancora: era davvero impossibile ipotizzare che, dietro ad un regista così altalenante, sarebbe stato pericoloso mettere un giocatore come Gordon, appena 20enne e, oltretutto, tutt’altro che un vero playmaker? E ancora: Woods, con i suoi canonici alti e bassi, non si sta comportando esattamente come in tutte le altre stagioni? E ancora: può sorprendere il fatto che Bagaric stia più tempo fuori per infortunio che in campo a giocare? Non ha sempre fatto così? E ancora: ci si può sorprendere che Strawberry non sia un tiratore, quando in Nba non arrivava nemmeno al 30% da 3? Potremmo andare avanti per ore, ma facciamo prima a trarre una semplice conclusione: questa Fortitudo è stata semplicemente costruita con i piedi. Nell’attuale disastro, i giocatori hanno certamente delle colpe, ma di certo ne ha di più chi li ha presi.

Categoria: Basket
 

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