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All’ennesima sconfitta in campionato, il cammino salvezza della Fortitudo non marcia certo a ritmo con le vicine di casa Ferrara, Rieti, Udine e Caserta. E non solo per via dell’ennesimo ko, stavolta con Roma e già preannunciato. Adesso le squadre che non facevano paura in avvio di stagione sono diventate terribilmente insidiose, infilando una serie di vittorie inattese — soprattutto in casa, dove castigano anche le «grandi» — che hanno ampliato il ventaglio della zona retrocessione. Il successo della Snaidero contro Montegranaro è solo l’ultimo colpo messo a segno dalle piccole, senza contare la sconfitta sul filo di lana di Ferrara a Pesaro che avrebbe potuto sbattere la Fortitudo ancora più giù. Ora la classifica viaggia con Caserta, Fortitudo e Ferrara a dodici punti, Rieti e Udine a una sola tacca di distanza. Ed è un botta e risposta continuo, ogni domenica. La Snaidero, poi, è determinata a spuntarla e mira a rinforzarsi con il ritorno di Jerome Allen che seguirà l’addio di Joseph Forte che anche lì, s’è fatto conoscere e poco benvolere dopo essere stato cacciato dalla Gmac. Miglioramenti o meno, più ci si addentra in questo girone di ritorno, più si annidano ostacoli in ogni dove, soprattutto per la Fortitudo. E lo staff tecnico lo sa bene, tanto che Sakota fu il primo a rimetterci la panchina ai primi cedimenti. Colpa anche del calendario, che pone due sfide di ghiaccio contro Siena e Biella in casa e un match salvezza a Rieti. Mentre domenica arriverà Montegranaro, reduce da sei sconfitte nelle ultime sette partite. Una sfida questa, che fa riemergere quel 91-89 subito a Porto San Giorgio e che a sua volta fece da apripista al collasso biancoblù con Biella dove al gong si chiuse sotto di 22 punti. All’andata questa tranche di partite decise molta parte del destino dell’Aquila che poco dopo aprì il capitolo degli addii. Da qui all’8 marzo, quando Biella tornerà al PalaDozza, correrà un mese di grosse paure, un mese che non è destinato a chiudersi senza effetti collaterali. Il 22 marzo è già prenotata l’ennesima sfida salvezza contro Ferrara dove lo scarto canestri dell’andata (64-56) non deve essere prosciugato (ma vincere sarebbe meglio), e alla successiva giornata scatta il derby a gettare benzina sul fuoco. Infine, la corsa finale pone nelle ultime due giornate scontri diretti senza più appelli: il 7 maggio giocano Fortitudo-Caserta e Rieti-Ferrara. E per chiudere le danze, nell’ultima di campionato c’è Teramo da battere, una squadra che ora corre per i playoff e dovesse proseguire il suo cammino felice, non concederà nulla sino alla fine, tantomeno in casa. In questa ondata di botta e risposta che spezzano il cammino della Fortitudo, l’unica nota meno stonata arriva dai confronti diretti con le vicine di classifica. Sempre vincente la Effe, tranne che con Caserta dove ha perso ai supplementari in quella serata ormai famosa per il lancio delle uova. Ma di sole due lunghezze. Con le altre, la differenza canestri non concede comunque garanzie: 8 punti su Ferrara, 5 su Rieti. In 13 giornate, può ancora accadere di tutto, salvarsi è l’obiettivo, e le altre squadre stanno tirando fuori anima e corpo per redimere la stagione, quello che in Fortitudo ancora non s’è fatto, o visto.

Categoria: Calcio
 

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